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Domenica 22 Ottobre 2017 | 15:53

Lega Calcio, torna l'ipotesi di un divorzio tra A e B

L'assemblea della serie massima serie avrebbe dovuto ratificare l'offerta per la mutualità da corrispondere ai cadetti, che la deve esaminare mercoledì prossimo. E qualcuno invece si è ricordato che l'accordo era subordinato «alla nascita della Lega di serie A»
MILANO - L'assemblea della serie A avrebbe dovuto ratificare l'offerta per la mutualità da corrispondere alla serie B che la deve esaminare mercoledì prossimo. E qualcuno invece si è ricordato che l'accordo, che nel febbraio del 2006 sancì l'entità delle risorse da destinare alla B, era subordinato «alla nascita della Lega di serie A».

Quindi le 19 società della categoria maggiore (mancava il Chievo) presenti a via Rosellini, utilizzando l'altro punto all'ordine del giorno (rapporti tra la A e la B) hanno in pratica condizionato l'offerta (65-70 mln di euro più i 7 garantiti dall'Advisor Infront) al via libera a due Leghe separate. «Siamo già separati - ha detto alla fine il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che presiedeva l'assemblea -, non ci resta che prenderne atto». Secondo Cellino è poi doveroso farlo adesso «in vista delle elezioni per il rinnovo dei vertici federali. Altrimenti - ha concluso - dovremo aspettare altri quattro anni». Sul calcio italiano torna così l'ipotesi di restaurare il divorzio tra grandì e piccole avanzata a suo tempo dalla Lega con Adriano Galliani presidente, e seppellita, oltre che dall'impugnazione della B, soprattutto dallo scandalo di Calciopoli.

Il presidente Antonio Matarrese predica calma. «Intanto - dice - non è mica sicuro che quella citata da Cellino sia una delibera applicabile sic et simpliciter. Bisogna comunque che tutti abbassino i toni». E quei tutti sono in primo luogo i presidenti della B, «invitati mercoledì a ponderare bene» e a non prendere decisioni traumatiche.

In ogni caso l'idea del divorzio non trova Matarrese disponibile. «Non ci sto alla separazione netta, se si tratta invece di fare delle modifiche per ottenere più efficienza allora ne possiamo parlare - dice -. Ma occorre in ogni caso aspettare i tempi adatti». E questi non sono adatti. Il primo dicembre c'è assemblea federale e lì Cellino (e con lui quelli che saranno d'accordo a chiedere la separazione) deve portare le proposte già approvata dall'assemblea di Lega. Sullo sfondo le elezioni per i rinnovi della cariche, sia in Lega che in federazione che al Coni. «Insomma non è il momento delle rivoluzioni, bisogna prendere decisioni politiche serie».

Matarrese si ricandida? e dove? «Voglio valutare - risponde -. La Lega così non è più quella che sognavo io». E la Federazione? «E' occupata». a quanto è reale la minaccia ventilata da Cellino? E quanto invece serve a far capire alla serie B che la corda è stata tirata più del lecito? «Le dichiarazioni di qualche presidente di B e le minacce di sciopero hanno irritato la serie A. Certo questo gesto non è elegante - sottolinea Matarrese - e adesso la situazione è molto fluida». Non resta che aspettare 48 ore per vedere cosa risponderanno i presidenti della serie B. E per farsi un'idea di come procederà il calcio italiano.

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