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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 22:58

Cassano doppietta. Ma Lippi non lo chiama

Il barese a segno nella serie A di calcio su azione e su rigore, ma il commissario tecnico non lo convoca in Nazionale
• Il ct dell'Italia non convoca Antonio
• E lui: «Niente da dimostrare»
Antonio Cassano di G. FLAVIO CAMPANELLA

BARI - I toni cambiano quando la consapevolezza non ha bisogno di verifiche. Antonio Cassano gioca con la Sampdoria, nel pomeriggio segna due reti all'Atalanta (di cui una deliziosa: tunnel a un avversario e piatto destro nell'angolino). Poi, prima ancora delle convocazioni del commissario tecnico dell'Italia (il suo cognome non ci sarà), risponde alle domande dei giornalisti intuendo che Marcello Lippi di lì a poco non lo avrebbe chiamato. Antonio è diplomatico, dice di volersi attenere alle decisioni. L'unico scatto di orgoglio attesta però una verità incontestabile. «Non devo dimostrare niente a nessuno», dice.

Adesso è Genova la sua casa. Trovato l'amore (per la pallanotista Carolina Marcialis), lui pensa semmai alla Sampdoria che ha perso 4-2 nonostante le sue prodezze, che è un club più accogliente del Real Madrid, che avrebbe bisogno di rinforzi per tirarsi fuori dalle zone basse della classifica («speriamo che la società a gennaio intervenga»), che senz'altro saprà rialzarsi perché è una squadra unita. Di cui Antonio è diventato il capo, o perlomeno uno dei leader. Non ci sono più moti di follia. Lo si vede addirittura intervenire in campo per calmare i compagni.

L'impressione è che questo Cassano ravveduto possa durare. Perché ci sono persone che si fidano di lui, che parlano chiaro, che non si soffermano semplicemente sulla classe del calciatore, che hanno compreso quali sono le qualità dell'uomo, aiutandolo a smussarne i difetti. In fondo, il problema di Antonio è sempre stato quello di sentirsi il migliore, ma di non riuscire a dimostrarlo. Così da non sentirsi gratificato, compreso appieno. Trovato l'ambiente ideale, non ha più bisogno che qualcuno gli riconosca quello che è. Perché si accorge quanto sia naturale a Genova pensare di avere di fronte un campione. E gli basta.

La chiamata in Nazionale (in futuro) potrebbe (dovrebbe) essere una inevitabile conseguenza. In caso contrario, l'attuale Cassano sarebbe forse capace anche di fare a meno della maglia azzurra. Antonio è cambiato, sta cambiando. Nei modi e nei toni. Pur rimanendo (pur sentendosi) il numero uno.

• Il ct dell'Italia Lippi non convoca Antonio
• Il calciatore: Non devo dimostrare niente

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• Il Lecce sfiora il colpo sul campo della Lazio

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