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Notte da incubo per la Ferrari nel GP di Singapore

Un bocchettone della benzina non si stacca, il sogno iridato si complica: il dramma di Massa arriva in quella che doveva essere la gara del sorpasso su Hamilton nel Mondiale. Invece il britannico è terzo ed allunga (+7). Nemmeno Raikkonen va a punti. Vince Alonso
Notte da incubo per la Ferrari nel GP di Singapore
Lewis HamiltonSINGAPORE - Un bocchettone della benzina che non si stacca, un sogno iridato che rischia di compromettersi: il dramma di Felipe Massa arriva in quella che doveva essere la notte del sorpasso su Lewis Hamilton nella corsa al titolo mondiale. Ed invece il primo gran premio in notturna della storia della Formula 1, sulle strade illuminate a giorno di Singapore, lo vince Fernando Alonso (Renault), il due volte campione del mondo che ha collezionato il suo 20° successo personale, il primo della stagione, mentre in casa Ferrari cala il silenzio della disfatta.

Massa si è piazzato solo 13°, mentre Kimi Raikkonen è andato a sbattere, quando era quinto a quattro giri dalla fine, contro il muretto alla curva 11 ed ha distrutto la parte anteriore destra della vettura. Persa anche la leadership costruttori a favore della McLaren per un punto. Chi sorride è Hamilton, piazzatosi terzo alle spalle di Alonso e Nico Rosberg (Williams). Un piazzamento che gli ha fatto guadagnare sei punti preziosi e la conferma alla leadership del campionato con sette lunghezze di vantaggio sul brasiliano.

Il cambio di rotta di una gara che sembrava stesse per diventare un monologo di Massa, grazie alla pole position conquistata ieri, è arrivato al 15° giro quando, dopo uno spettacolare incidente di Nelson Piquet in cui è rimasta distrutta la sua Renault alla curva 17, è dovuta entrare la safety car. Un brutto colpo per il ferrarista, una boccata d'ossigeno per Hamilton che, pur sempre alle spalle del brasiliano, non riusciva in quel momento a tenergli il passo. Alla riapertura della pit lane, il gruppetto di testa è andato ai box per fare il rifornimento ma qui è avvenuto il fattaccio. Davanti alla luce verde, il brasiliano è scattato come un fulmine ma il bocchettone del carburante non si era staccato.

Così, come un lazzo impazzito che ha colpito anche un meccanico del Cavallino senza gravi conseguenze, il tubo è diventata la coda della monoposto di Massa che è stato costretto a fermarmi, sempre in pit lane, dopo qualche decina di metri. Una scena imbarazzante, con il pilota inerme, all'interno della vettura. I meccanici sono corsi verso di lui, hanno cercato di togliere il tubo una prima volta senza fortuna poi, dopo più tentativi, ci sono riusciti e il brasiliano è ripartito con uno svantaggio abissale, che l'ha portato in coda a tutti.

Sfortuna che ha coinvolto anche Raikkonen, finito anche lui nelle zone basse della classifica. Ad approfittarne sono stati Rosberg, balzato in testa alla gara, e Jarno Trulli, con la Toyota, che gli si è piazzato alle spalle. Ma a complicare la vita di Massa è arrivata anche una penalità inflittagli dai giudici per avere ostacolato, mentre aveva il bocchettone che volava impazzito, Adrian Sutil (Force India) in pit lane. Un ulteriore tegola che ha tolto la serenità al pilota che non è più riuscito a riprendere il filo della gara.

In tutto questo caos Hamilton è rimasto a guardare cercando di fare meno errori possibili. Nonostante il giro dei pit stop, si è mantenuto nelle zone alte, conquistando alla fine la terza posizione. Non gli ha creato problemi neanche l'ingresso, a dieci giri dal termine, della safety car per la seconda volta a causa di un incidente a Sutil. Poi, quando Raikkonen è andato a sbattere, il pilota anglo caraibico ha capito che, forse, questo potrebbe essere veramente l'anno buono per la conquista del titolo mondiale sfuggitogli la scorsa stagione a Interlagos.

Il finale è un trionfo per Alonso, quest'anno costretto ad inseguire gli avversari per la mancanza di una vettura competitiva, che non vinceva dal gran premio di Monza dello scorso anno. All'epoca, però, era al volante di una McLaren. Dietro di lui, oltre a Rosberg e Hamilton, riesco a piazzarsi nei primi dieci, nell'ordine, Glock (Toyota), Vettel (Toro Rosso), Heidfeld (Bmw), Coulthard (Rd Bull), Nakajima (Williams), Button (Honda) e Kovalainen (McLaren).

Questo l'ordine d'arrivo del Gran Premio di Singapore, quindicesimo appuntamento del Mondiale di Formula 1 disputato su 61 giri del circuito cittadino pari a 309,087 Km.

1) Fernando Alonso (ESP) Renault 1h57'16"304 alla media di 158,139 Km/h
2) Nico Rosberg (GER) Williams-Toyota 2"957
3) Lewis Hamilton (GBR) McLaren-Mercedes 5"917
4) Timo Glock (GER) Toyota 8"155
5) Sebastian Vettel (GER) Toro Rosso-Ferrari 10"268
6) Nick Heidfeld (GER) BMW Sauber 11"101
7) David Coulthard (GBR) Red Bull-Renault 16"387
8) Kazuki Nakajima (JPN) Williams-Toyota 18"489
9) Jenson Button (GBR) Honda 19"885
10) Heikki Kovalainen (FIN) McLaren-Mercedes 26"902
11) Robert Kubica (POL) BMW Sauber 27"975
12) Sebastian Bourdais (FRA) Toro Rosso-Ferrari 29"432
13) Felipe Massa (BRA) Ferrari 35"170
14) Giancarlo Fisichella (ITA) Force India-Ferrari 43"571
15) Kimi Raikkonen (FIN) Ferrari 4 giri

Giro più veloce: (14.) K. Raikkonen in 1'45"599

La classifica del Mondiale

piloti

1. Lewis Hamilton 84 punti;
2. Felipe Massa 77;
3. Robert Kubica 64;
4. Kimi Raikkonen 57;
5. Nick Heidfeld 56;
6. Heikki Kovalainen 51;
7. Fernando Alonso 38;
8. Sebastian Vettel 27;
9. Jarno Trulli 26;
10. Timo Glock 20;
11. Mark Webber 20;
12. Nico Rosberg 17;
13. Nelson Piquet Jr. 13;
14. Rubens Barrichello 11;
15. Kazuki Nakajima 9;
16. David Coulthard 8;
17. Sebastien Bourdais 4;
18. Jenson Button 3.

La classifica del Mondiale costruttori

1. McLaren-Mercedes 135 punti;
2. Ferrari 134;
3. BMW-Sauber 120;
4. Renault 51;
5. Toyota 46;
6. Toro Rosso 31;
7. Red Bull 28;
8. Williams 26;
9. Honda 14.

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