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Domenica 22 Ottobre 2017 | 17:35

Lega Calcio, salta l'assemblea sulla mutualità

Nessun accordo sulla divisione delle risorse economiche. La serie A il 6 ottobre farà un'ultima offerta che poi verrà valutata dai club di B convocati per l'8 ottobre. Il presidente Matarrese: «C'è molto da lavorare, ma le cose possono cambiare dalla sera alla mattina»
Lega Calcio, salta l'assemblea sulla mutualità
MILANO - «C'è molto ma molto da lavorare, con grandissima pazienza»: il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, riassume così l'ennesima giornata difficile vissuta in via Rosellini, dove non si è svolta l'assemblea straordinaria convocata per risolvere il problema della mutualità.

Il calendario stilato dal presidente della Lega prevede un'assemblea della serie A il 6 ottobre che dovrà fare un'ultima offerta che poi verrà valutata da un'assemblea solo di serie B (e non generale), convocata per l'8 ottobre. «Vogliamo evitare lo scontro, c'è tempo per riflettere e per riunirsi di nuovo. Come spesso accade in Lega Calcio - conclude Matarrese - le situazioni cambiano da un momento all'altro. Le cose che si ecidono alla sera, a volte vengono cambiate la mattina dopo: la Lega è fatta così, io non mi sorprendo di niente».

L'assemblea generale straordinaria di oggi sulla mutualità è saltata perché le società di serie A e B non hanno trovato l'accordo sulla divisione delle risorse e hanno quindi svolto due separate assemblee informali di categoria. Dopo il consiglio di Lega, i dirigenti hanno quindi deciso di non riunirsi tutti insieme nell'assemblea straordinaria ma di proseguire con due riunioni separate.

La serie B non ha accettato le offerte avanzate dai dirigenti di serie A e i cadetti si sono riuniti riuniti per decidere in che modo proseguire una trattativa che ritengono fondamentale per la sopravvivenza della categoria. «Se la B decide di non giocare - ha spiegato Adriano Galliani - è un problema che non riguarda noi e poi non vedo come possano fermarsi quando c'è una delibera in corso». «Noi stiamo offrendo più di quanto dice la delibera - ha aggiunto - non saprei come la B potrebbe giustificare il fatto di non giocare dato che c'è una delibera che è in corso da tre anni. Mi sembrerebbe bizzarro ma ognuno fa quello che vuole nella vita».

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