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Duggento si conferma il re del pattinaggio a rotelle

Ai Mondiali di Gijon (Spagna) il ventottenne di Cisternino (Brindisi) ha regalato all'Italia l'ennesimo oro vincendo la gara dei 200 metri a cronometro. L'obiettivo era proprio riprendersi il titolo che inseguiva da due anni. Ora si spera che la disciplina diventi olimpica
Duggento si conferma il re del pattinaggio a rotelle
GIJON (SPAGNA) - È arrivata la quarta medaglia d'oro per l'Italia ai Mondiali di pattinaggio corsa di Gijon, in Spagna. Gregorio Duggento, straordinario campione, che ha regalato all'Italia del pattinaggio titoli mondiali a ripetizione e ancora detentore del record dei 200 metri a cronometro, ha dimostrato, ancora una volta se ce ne fosse stato bisogno, di essere degnamente considerato da tutto il mondo come il più grande cronoman di tutti i tempi.

L'atleta pugliese di Cisternino da tempo inseguiva la grande impresa, riprendersi quel titolo mondiale che inseguiva da due anni. Stasera Duggento, con una tattica di gara perfetta, ha superato se stesso. Sul circuito della strada di Gijon ha messo tutti d'accordo con una strepitosa performance che gli ha permesso di rivestire di nuovo la maglia iridiata dei 200 metri.

La sua vittoria è stata salutata da una grande ovazione da parte di tutto il pubblico, non solo quello italiano, a dimostrazione della popolarità e della stima che Gregorio gode in tutto il mondo. Se il pattinaggio a rotelle fosse stata disciplina olimpica probabilmente Duggento sarebbe popolare in Italia quanto Valentina Vezzali o i fratelli Abbagnale, tanto per fare qualche nome, ed avrebbe arricchito cospicuamente il medagliere azzurro.

Un Duggento con gli occhi ancora bagnati dalle lacrime ha esternato tutta la sua gioia e la sua emozione per questa straordinaria vittoria. «Ho vinto tanti mondiali ma forse questo è il più bello di tutti. Sono tornato ad essere il «figlio del vento», e oggi il vento ha seguito i miei ordini. Sono strafelice per questa vittoria. Il pattinaggio sa regalare emozioni uniche, l'unico rammarico è che non sia ancora una disciplina olimpica. Spero tanto che il sogno a cinque cerchi possa presto concretizzarsi, per noi atleti sarebbe un traguardo straordinario e darebbe la spinta a tutto l'ambiente. Non so quanto continuerò ancora a gareggiare ma mi piacerebbe fare qualcosa di importante per questo sport anche in futuro, magari come dirigente».

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