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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:26

Il tarantino Mastrangelo: «Spero di tornare presto»

Il pallavolista di Mottola avrebbe voluto festeggiare i 33 anni (è nato il 17 agosto del 1975) da protagonista. Invece, una infiammazione al tendine sovrarotuleo gli ha impedito di essere in campo nella gara vinta dall'Italia contro la Bulgaria ai Giochi olimpici di Pechino
Il tarantino Mastrangelo: «Spero di tornare presto»
di G. FLAVIO CAMPANELLA

Il tarantino Luigi MastrangeloIl pallavolista Luigi Mastrangelo un compleanno così non poteva immaginarlo. Il centrale tarantino (è nato a Mottola) avrebbe voluto festeggiare i 33 anni (è nato il 17 agosto del 1975) da protagonista. Invece, una infiammazione al tendine sovrarotuleo lo ha fermato, impedendogli di essere in campo nella gara vinta dall'Italia contro la Bulgaria, successo che ha permesso agli azzurri di qualificarsi ai quarti di finale del torneo olimpico. Si è visto soltanto per qualche secondo. Il tecnico degli italiani Andrea Anastasi lo ha inserito nel secondo set (con la squadra in vantaggio per 24-20) per alzare il muro. Poi Mastrangelo si è accomodato di nuovo in panchina, lui che era stato il mattatore nell'esordio contro il Giappone (3-1). «Sto soffrendo - ha dichiarato a La Gazzetta del Mezzogiorno - ho fatto qualche giornata di lavoro differenziato, spero di tornare in campo (da titolare; ndr) al più presto». Ma non prima dei quarti di finale.
Sei alla terza Olimpiade (bronzo a Sydney 2000 e argento ad Atene 2004). Ci sono differenze rispetto alle altre edizioni?
Non conta se sei alla prima o alla terza partecipazione. Quando entri in questo ambito l'emozione è la stessa, a venti come a trent'anni. I Giochi sono il massimo, il sogno che coltivi da ragazzino. Mi sento fortunato per il fatto di poter vivere di nuovo questa esperienza.
In questo torneo c'è una squadra favorita?
Finora c'è stato molto equilibrio. I quarti di finale si annunciano come un grandissimo spettacolo. Per esperienza so che chi gioca bene all'inizio non sempre è il primo a tagliare il traguardo. Ma non mi azzardo a fare pronostici.
A 33 anni manca soltanto l'oro olimpico?
Io non mi pongo limiti. Finché starò bene fisicamente penso di poter giocare ad alto livello, in campionato e in Nazionale. Del mio futuro ne riparlemo al rientro in Italia (le possibilità che venga alla Prisma Martina ci sono ancora; ndr).
La scelta di giocare in Puglia può dipendere da motivi familiari?
No, anche se sono diventato papà per la seconda volta un mese fa. Mia moglie Vera ha dato alla luce Nicole, che si aggiunge a Samuele, il primogenito. La famiglia mi manca abbastanza. Li vedo compunque tutti via computer, un modo dei tempi d'oggi per star loro vicino.

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