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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:45

Gli italiani alla cerimonia: «Impossibile non esserci»

E allora ecco che la sfilata dei Giochi di Pechino, anticipata nel backstage dall'inno di Mameli, sfumato in quello più moderno gridato negli stadi del Po Po Po Po, si trasforma nella passerella dell'orgoglio italiano di esserci, in una serata che celebra la pace
Gli italiani alla cerimonia: «Impossibile non esserci»
PECHINO - Ha sventolato la bandiera con tutta la potenza delle braccia, come quando sulla sua canoa pagaia contro acqua e vento. L'Italia di Antonio Rossi è il tricolore stretto tra le mani del campione olimpico, quasi un trofeo mai vinto, ma anche come i tanti vessilli sfoggiati con orgoglio dalla numerosa delegazione azzurra. E allora ecco che la sfilata dei Giochi di Pechino, anticipata nel backstage dall'inno di Mameli, sfumato in quello più moderno gridato negli stadi del Po Po Po Po, si trasforma nella passerella del pride italiano. E dell'orgoglio di esserci, in una serata che celebra il mondo e la pace. Con la promessa che da oggi l'impegno per il rispetto dei diritti umani sarà una vera missione azzurra. « È un'emozione fortissima, tra le più forti della mia vita. Ma, al di là delle vicende personali, per il clima che si respira, sarebbe stato un sacrilegio non sfilare» dice all'ANSA subito dopo avere finito la passerella un commosso portabandiera, che aveva annunciato di non mostrare simboli di contestazione per la violazione dei diritti umani in Cina, ed è stato di parola. «E' stato sacrosanto sfilare - ribadisce -, prometto una grande Olimpiade sul piano dell'impegno e anche dei risultati, perchè quello dell'Italia è un gruppo meraviglioso: ma prometto anche che al nostro ritorno daremo la nostra immagine a sostegno della causa dei diritti umani». Parole da capo popolo più che da portabandiera, ma l'Italia che si è portato dietro è con lui, sorridente, festosa, e naturalmente elegantissima.

SEDICI ORI OLIMPICI - Sono 314 gli azzurri che sfilano, ma solo 210 quelli che da domani cominceranno l'avventura sui campi di gioco. Dietro al bello della canoa il capo delegazione, Raffaele Pagnozzi, il vicepresidente vicario del Coni, Riccardo Agabio e i due "parlamentari" Paolo Barelli e Luciano Rossi, entrambi esponenti del Pdl di Maurizio Gasparri, il capogruppo al Senato che solo pochi giorni fa aveva invocato la diserzione di massa della sfilata per protesta. Loro però hanno sfiduciato il collega di partito, votando la mozione degli atleti. Subito dietro ecco i 16 ori olimpici ancora in attività, da Montano a Vezzali: e le donne battono gli uomini 9 a 7. Antipasto della passerella olimpica il botta e risposta all'insegna delle tradizioni tra la Nuova Zelanda, che ha preceduto l'Italia e ha improvvisato l'haka, a cui gli azzurri hanno risposto con Fratelli d'Italia. Poi è stato uno show: telecamere, telefonini, spillette ricordo lanciate sugli spalti in festa dal capo delegazione Pagnozzi e dal capo ufficio stampa, Di Tommaso.

CIAO MAMMA - Tanti ciao mamma d'ordinanza, qualche messaggio d'amore, tipo 'Ciao pallino, ti amo». Al completo la pallanuoto, sia uomini che donne, qualcuna sfoggia una parrucca tricolore, c'è chi si presenta con la cuffia per la doccia a mò di copricapo. La squadra più massiccia è quella della scherma: c'è il campione di Atene, Aldo Montano e tutte le colleghe della pedana. «Da Jesi a Frascati, a Trieste, vi conciamo per le feste» la scritta comparsa su uno dei tanti tricolori. E scoppia un giallo, subito chiarito, perchè qualcuno pensa a un messaggio pro Tibet. Era solo un inno, con chiaro riferimento alle città di appartenenza, delle schermitrici Valentina Vezzali e Giovanna Trillini, Ilaria Salvatori e Margherita Grambassi. «ma quale scritta, ci hanno controllato prima di entrare tutte le bandiere che avevamo» racconta Trillini, portabandiera ad Atlanta.

TUTTI INTORNO A ROSSI - Il grigio-argento, mischiato al bianco e blu, dà il tocco Italia alla sfilata: e tutti si stringono intorno a Rossi. «I cinesi volevano stupire e ci sono riusciti - dice Andrea Cassarà, il fiorettista che a Pechino nemmeno doveva esserci, ma ha preso il posto del positivo al doping Baldini - Noi dobbiamo impegnarci nelle gare e poi con i successi porteremo avanti anche altri discorsi. Come al solito siamo primi nel medagliere della simpatia». È ancora piena di entusiasmo la bella della scherma, Margherita Granbassi: «Esserci ne è valsa la pena, certo non siamo stati disciplinati come gli inglesi, ma noi siamo così...». Giovanna Trillini alle passerelle olimpiche è abituata: «Aggiorno le foto ricordo, tanto sono tutte diverse». Come diverso è l'impegno che si portano insieme alle Olimpiadi cinesi: i diritti umani per tutti. «Antonio ci rappresenta tutti» dice Trillini. Il canoista lo ha promesso, tenendo in alto la bandiera della sua Italia.

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