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DALLA PUGLIA A RIO

Mazzone, l'eroe
dei due mondi
oggi a Terlizzi

Mazzone, l'eroe  dei due mondi Martedì a Terlizzi
di Antonio Gattulli
Immenso Luca Mazzone. Tre medaglie alle paralimpiadi di Rio nell’handbike H2: due ori e un argento. Meglio del risultato di tre edizioni dei giochi olimpici nel nuoto: due argenti. Il paralimpico si supera. Così quello che sembrava un pensiero stupendo diventa realtà.
Ci ha preso gusto Luca da Terlizzi, città famosa per i fiori che adesso ha un testimonial d’eccezione. «Avremo 150 anni in tre nel 2020 - dichiara Mazzone dopo aver vinto la crono a squadre con Vittorio Podestà e Alex Zanardi - ma comunque ci saremo. Sono orgoglioso di far parte di questa squadra, siamo davvero forti e in queste Olimpiadi lo abbiamo dimostrato».
ACUTO - L’ultimo oro, quello vinto nella staffetta quello più carico di adrenalina. Luca Mazzone sul podio al termine dell’esecuzione dell’inno di Mameli cantato all’unisono dai tre tenori dominatori assoluti della corsa, si lascia andare a un urlo liberatorio. In strada per gli azzurri: Podestà-Mazzone-Zanardi. Di fila, alternati, per tre volte, per un totale di nona giri del percorso disegnato sul lungomare di Pontal, si meritano la nona medaglia d’oro per l’Italia. Eguagliata Londra. Il 33° podio azzurro. Superata alla grande l’edizione del 2012. Alla fine del primo round, l’Italia taglia il traguardo per terza. Alla fine del secondo è prima con un tempo di 10’25”. E la seconda squadra, gli Usa, sono già a +20”. Così è anche al termine del secondo round, del terzo, del quarto. E l’Italia resta sempre davanti, prima a 40”, poi quasi un minuto. L’Italia vince con il tempo di 32’34”. Secondi, gli Usa. Ma dopo 47 secondi.
RISCATTO - Mazzone dopo l’argento nella prova in linea del giorno prima si prende la rivincita. «Non che l’argento fosse da buttare - continua Mazzone. Nonostante la sportività, era naturale che nella staffetta avessi voglia di rifarmi con gli interessi e riprendermi un altro oro. Ci metto passione: l’argento è bello, la sportività anche. Ma se c’è una gara il giorno seguente, beh, quella è una gara per l’oro». E’ stato di parola.
SCOMMESSA - Quella dell’handbike è una scommessa vinta da Luca Mazzone che ha aperto la sua avventura a Rio con l’oro nella prova a cronometro. «Su di me non avrei puntato nulla neanche io». Ha un idolo: Luca Pancalli. Perché quando era sdraiato sul divano, «nullafacente», come si definisce lui, lo vide alle Paralimpiadi di Atlanta 1996. E questo gli cambiò la vita. Iniziò a fare sport. Dal 2011, pratica l’handbike ed è, anche lui, campione del Mondo in carica a Norwill, in Svizzera sino a sbancarein Brasile
RITORNO - Terlizzi aspetta il suo campione. Entusiasmo in città e sui social. Martedì l’arrivo in Italia. Luca Mazzone adesso va solo celebrato. La sua è un impresa di quelle uniche. «Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino. Ero lontano dalla mia terra ma attraverso i messaggi su facebook ho sentito il calore della mia gente. E’ stato lo stimolo per puntare in alto. Grazie a tutti. Grazie a mia moglie Mara e a mio figlio Joseph. Hanno dovuto accettare la lontananza del papà soprattutto nei lunghi mesi della preparazione. Queste medaglie sono anche per loro».

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