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Mercoledì 25 Aprile 2018 | 08:49

Lega Pro

Clamoroso a Foggia
esonerato De Zerbi
Arriva Stroppa

Foggia ipoteca la Coppa Italia 4-1 al Cittadella nella gara d'andata

Foto Maizzi

FOGGIA - Clamoroso a Foggia. Roberto De Zerbi non è più l’allenatore dei rossoneri. Al suo posto Giovanni Stroppa. "Il Foggia Calcio - si legge in una nota della società - comunica di aver esonerato dall’incarico di allenatore il tecnico Roberto De Zerbi. Al tecnico bresciano, da parte del Foggia Calcio, vanno i ringraziamenti per l’attività svolta e gli auguri di migliori fortune".

Una rottura a sorpresa ma non del tutto inaspettata. Dopo la grande delusione della sconfitta nella finale playoff di Lega Pro contro il Pisa di Gattuso, De Zerbi era sul punto di mollare, ma poi aveva deciso di restare convinto dall’affetto della tifoseria e dei giocatori, con tanto di rinnovo del contratto. Il tecnico aveva anche rifiutato le panchine offerte da squadre di categoria superiore, su tutte il Crotone. Probabili dissidi di mercato all’origine della decisione della società.

Il Foggia ha poi annunciato il nuovo tecnico sul sito ufficiale. "Per il tecnico di Mulazzano - si legge in una nota - è il terzo ritorno a Foggia visto che Stroppa ha indossato la maglia rossonera come calciatore già due volte. Nella stagione di Serie A 1993/1994, anno in cui il Foggia sfiorò la qualificazione in Coppa Uefa, disputando 30 gare e mettendo a segno 8 gol. Nella stagione 2004/2005, nell’allora serie C, disputando 9 gare con un gol. Undici anni dopo quella stagione arriva la chiamata come tecnico. La seconda vita di Giovanni Stroppa, quella da allenatore - ricorda il club pugliese - comincia nelle giovanili del Milan con cui vince una Coppa Italia Primavera. Quindi una stagione al Sudtirol, in Lega Pro, prima della chiamata del Pescara in Serie A. L’anno successivo allena lo Spezia in Serie B, quindi di nuovo il Sudtirol in Lega Pro".

Il Foggia tenta di rassicurare i propri tifosi, preoccupati dall’improvviso cambio di guida tecnica: "Con l'avvento di Stroppa, a cui vanno i migliori auguri di una grande stagione, il Foggia mantiene inalterati tutti gli importanti obiettivi prefissati all’inizio della stagione in corso. Tutte le energie, tecniche ed economiche, continueranno senza risparmio alcuno ad essere messe in campo per raggiungere il traguardo che tutti, società, staff tecnico, calciatori, tifosi e tutta la città intera, sognano".

"Con la morte nel cuore stamattina sono stato esonerato. Da un pò di tempo i miei rapporti con il ds Di Bari si erano incrinati. Lui, a giugno, per convincermi a rimanere mi ha fatto una serie di promesse mai mantenute. La figura di Colucci, fortemente voluta da me, non ha portato nessuna miglioria. Io sono consapevole di avere un carattere spigoloso, so di non avere a volte i modi eleganti ma io vivo per il mio lavoro. Da due anni ad oggi avevo messo il Foggia davanti a tutto e tutti, famiglia e carriera comprese. Il mio difetto è essere esigente con me stesso, con i calciatori e con tutti coloro che lavorano con me, dai magazzinieri al giardiniere". Così, in un lungo post su Facebook, De Zerbi ha commentato il suo esonero.

"Anche con i direttori sportivi ho ragionato così - continua De Zerbi -. Io se prendo un impegno mi assumo la responsabilità e ci metto la faccia. Quest’anno non si poteva sbagliare niente. Il mancato rinnovo di Gigliotti, il non aver ancora sostituito Iemmello e Di Chiara da tempo partenti, alcune trattative saltate per ragioni futili o la mancanza di attenzione per il campo di Amendola, abbandonato dall’11 giugno e che non sarà pronto prima di novembre, sono alcune tra le cause della mia insofferenza. Sul mercato ho chiesto alla società di allestire una squadra importante. Mi sono opposto ad esborsi economici fuori da ogni logica ma ho sempre ricordato che quest’anno Foggia voleva vincere e l’aver dichiarato che si puntava al 1º posto comportava oneri da mantenere nei confronti della gente".

"Nonostante sentissi tutto questo come un problema grave - aggiunge - non mi sarei mai permesso di chiedere 'O io o Di Barì perchè ricordo bene come sia stato colui che mi ha dato l'opportunità di iniziare ad allenare e nemmeno ho mai fissato un out-out per forzare acquisti di calciatori". "Scrivo queste righe - spiega - perché non voglio che venga buttato fango sulla mia persona. Io ho rinunciato a categorie superiori perché sento questa squadra come una questione di pelle e non mi sono pentito. Sento di essere a posto con la mia coscienza. Sono passionale e istintivo quindi facilmente predisposto a sbagliare nei modi e nei tempi. Ma sono vero, leale, sincero e coerente. Con tutti. Dal più forte al più debole. Ringrazio i fratelli Sannella per quello che mi hanno dato in questi mesi - conclude De Zerbi -. Mi dispiace non essere riuscito a farmi conoscere bene. Forse avrei dovuto coltivare di più il rapporto con loro e magari avrebbero apprezzato la mia professionalità e il mio lato umano. Sono convinto di aver fatto tutto nel loro interesse talvolta dimenticando i miei di interessi".

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