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Rio 2016

Il tiro a volo è una miniera d'oro
Rossetti è perfetto nello skeet

Il tiro a volo è una miniera Rossetti in finale nello skeet

RIO DE JANEIRO - Gabriele Rossetti ha vinto all’ultimo piattello la medaglia d’oro del tiro a volo, specialità skeet, alle Olimpiadi di Rio 2016: ha battuto nella finale a due lo svedese Marcus Svensson 16-15. Determinante l'errore dell’avversario all'ultimo dei suoi sedici piattelli. È il quinto oro dell’Italia ai Giochi. Nelle qualificazioni, Rossetti aveva battuto due francesi allenati dal padre.

L'Italia fa bottino pieno nella specialità dopo l'altra finale tutta italiana tra Diana Bacosi (oro) e Chiara Cainero (argento).

Insomma, il campione annunciato, il predestinato del tiro a volo, si è preso l'oro che voleva fin da quando cominciò a sparare all'età di 7 anni. Ora che ne ha 21 abbraccia commosso l'uomo che ha fatto di lui un campione: è suo padre Bruno, oggi avversario di Gabriele Rossetti in quanto ct della Francia (paese in cui è nato) ma in realtà suo tifoso numero uno. Non potrebbe essere altrimenti perchè, spiega papà, "cerco sempre di fare al meglio il mio lavoro, ma è strano lavorare per far perdere tuo figlio. E la verità è che il mio cuore batterà sempre dalla sua parte, io non potrei mai gareggiare contro di lui".

Alla fine è stato il figlio, in una versione sportiva di Edipo, a 'uccidere' il padre: prima eliminando negli shoot off per la finale proprio i due francesi allenati da lui, Delaunay e Terras, poi cancellando il precedente del bronzo olimpico di Rossetti sr. a Barcellona '92, anche quello all'ultimo piattello. Solo che questa volta l'ultimo piattello ha dato l'oro alla famiglia Rossetti. Una "vendetta" dira' poi Bruno, ma alla luce del sole, senza risvolti da mito freudiano. Cosi' alla fine l'azzurro d'oro esulta in un modo che commuove, e quell'abbraccio tra i due dopo la finale vinta 16-15 da Gabriele contro lo svedese Svensson diventa struggente.

Bruno era già felice che suo figlio avesse conquistato la finale a sei di Rio 2016, figurarsi per l'oro. Quel metallo che lui perse all'ultimo colpo nel 1992 a Barcellona, passando dal primo al terzo posto per via di un ultimo colpo sbagliato: a trionfare fu una donna, la cinese Zhang Shan e da quella volta la federazione internazionale decise che uomini e donne non avrebbero potuto più gareggiare insieme.

Il momento della rivincita, come dice papà Bruno "è finalmente arrivato 24 anni dopo", per interposta persona ovvero Gabriele e per questo il padre è perfino più felice e fatica a trattenere le lacrime. "Io bronzo olimpico, lui oro - scherza dopo essersi ripreso dall'emozione -: mi chiedo quando Gabriele avrà un figlio cosa dovrà fare mio nipote per migliorare ulteriormente il rendimento della famiglia".

Il rendimento di Rossetti junior in questa giornata conclusiva dello skeet di Rio è stato semplicemente mostruoso, grazie a una freddezza che secondo papà Bruno è la dote migliore ("insieme al talento, perché io non avrei mai potuto far diventare cavallo una capra") del suo ragazzo. Basti dire che il nuovo campione olimpico, che a Rio ha continuato la tradizione di Falco oro ad Atlanta e Benelli ad Atene, non ha fatto errori. 50/50 nelle ultime serie di qualificazione e poi 12/12 nello spareggio con i due francesi, non solo rivali ma anche amici con cui spesso si allena a Montecatini, il danese Hansen e l'indiano Khan.

Nel match a sei altro percorso netto con 16/16, ripetuto poi nel duello con Svensson che valeva l'oro: e lì lo svedese ha sbagliato l'ultimo piattetto. Più di così Rossetti figlio non poteva fare, eppure gli dispiace che a sfidarlo non ci sia stato anche il suo avversario più forte, Hancock l' 'american sniper' incubo anche di papà Bruno e qui clamorosamente 'caduto' nelle eliminatorie.

Ora si fanno i conti, il tiro a volo azzurro gonfia il petto per aver vinto 5 (2 ori e 3 argenti) delle 15 medaglie dell'intero programma della disciplina; ma ciò che piu' che conta è che sia stata una festa di famiglia, e un padre contro il figlio finito nel migliore dei modi. "Quest'oro è anche di papà", ripete Gabriele in zona mista, pronto però a sfidare di nuovo Bruno perché tra poco ci saranno le finali di Coppa del mondo a Roma. "Se ci penso mi sento in difficoltà", dice Rossetti senior, ma adesso è il momento solo di festeggiare. Per rimettersi la polo da ct della Francia aspetterà domani.

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