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Rio 2016

Due argenti azzurri
Innocenti nel tiro a volo
Di Francisca nel fioretto

Innocenti ko in finale nel tiro a volo è medaglia d'argento

RIO DE JANEIRO - Due argenti per l'Italia nella giornata odierna dei Giochi olimpici di Rio. Marco Innocenti è arrivato secondo nel tiro a volo, specialità double trap, dopo essere stato sconfitto nel duello finale dal kuwaitiano Fehaid Aldeehani che ha vinto l’oro.

Delusione per la campionessa olimpica uscente Elisa Di Francisca nella finale del fioretto individuale femminile. L'azzurra è stata sconfitta per 12-11 dalla russa Irina Deriglazova. Avanti per 3-0, l'italiana ha subito un parziale di 7-0 e ha sempre rincorso, anche quando si è trovata 12-9 con una manciata di secondi a disposizione. Ci ha provato, ha accorciato, ma all'ultimo assalto non è riuscita ad andare a bersaglio.

Più contento il tiratore toscano, che anni fa aveva giurato a se stesso che prima o poi sarebbe salito sul podio di un'Olimpiade. Ce l'ha fatta a Rio, dove ha rischiato di non andare se il ct Mirco Cenci avesse scelto al suo posto Daniele Di Spigno, poliziotto pluricampione del mondo che sperava di partecipare ad un'altra edizione dei Giochi. Alla fine in Brasile è andato l'unico tiratore azzurro a non far parte di gruppi sportivi militari, appunto Innocenti, che per vivere gestisce un'armeria a Montemurro, nella sua Toscana, e Di Spigno è venuto nel poligono di Deodoro semplicemente come tifoso.

Esulta anche lui quando Innocenti si qualifica al 'medal match' per l'oro, un po' meno quando capisce che per il compagno c'è poco da fare contro il kuwaitiano Aldeehani. Nel duello per il gradino più alto del podio, l'azzurro parte con un errore, ma capisce di aver perso all'ottavo turno di tiro quando con un doppio errore consegna il trionfo al rivale, che vince per 26-24. "Avevo dato tutto nella finale a sei prima del 'medal' - spiega poi Innocenti - e a dir la verità mi sentivo un po' scarico". E' felice lo stesso, e annuncia che si ritira dall'agonismo ("continuerò a sparare solo per diletto") perché così chiuderà in bellezza.

il decimo 'medagliato' italiano di Rio 2016 non sembra intenzionato a cambiare idea: "Ho dimostrato che con passione e tenacia si può arrivare molto in alto anche non facendo parte dei gruppi sportivi militari - dice -. Però ho problemi di tempo, visto che per vivere devo anche lavorare, e di approvvigionamento (di cartucce ndr). Quindi lascio, e voglio stare più tempo con le mie due bambine". Cenci dovrà quindi rassegnarsi, ma sicuramente troverà un 'erede'.

Invece quello che si arrabbia è Aldeehani pur avendo vinto l'oro: fa infatti slittare l'inizio della premiazione insistendo che deve essere eseguito l'inno del suo paese invece di quello olimpico. Ma il problema è che il Kuwait, paese di ottime tradizioni nel tiro a volo, è stato sospeso dal Cio per ingerenze politiche nel comitato olimpico locale, e i suoi atleti sono a Rio sotto bandiera dello stesso Cio, un po' come il Team dei Rifugiati. Alla fine se ne viene capo, e il tiratore senza bandiera si prende l'oro che ha meritato.

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