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Il contratto di Donadoni senza clausola di rescissione

Il presidente della Federcalcio Abete: «Si era tornati alla formulazione iniziale del contratto che prevedeva un rinnovo automatico del rapporto in caso di raggiungimento di semifinale o finale»
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Il contratto di Donadoni senza clausola di rescissione
Il presidente della federcalcio Giancarlo AbeteROMA - «Nel contratto firmato a Baden con Donadoni si è tornati alla formula iniziale che non prevedeva nessuna clausola di rescissione esercitabile dalle parti - che prevedeva una penale di 900mila euro lordi - e invece si è tornati alla formulazione iniziale del contratto che prevedeva un rinnovo automatico del rapporto in caso di raggiungimento di semifinale o finale»: lo ha detto il presidente della federcalcio Giancarlo Abete a margine del consiglio nazionale del Coni. «Volevo chiarire l'iter del rapporto contrattuale con Roberto Donadoni, al quale confermo anche oggi la mia stima sotto l'aspetto umano e professionale - ha proseguito il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete al termine del Consiglio nazionale del Coni -. Quando sono arrivato in Federazione, il 2 aprile del 2007, ho trovato un rapporto contrattuale con Donadoni che prevedeva dei riconoscimenti e con una struttura programmata che includeva premi per il raggiungimento di semifinale, finale o vittoria dell'Europeo. Questo tipo di contratto aveva l'aspettativa legittima che i premi fossero collegato al raggiungimento di determinati risultati».

«DONADONI HA CHIESTO UNA MODIFICA» - «Successivamente - ha proseguito Abete - è emerso un problema contrattuale visto che nell'approssimarsi dell'inizio dell'Europeo il tecnico ha manifestato la volontà di una nuova proposta di tipo contrattuale la quale prevedeva un automatismo di rinnovo in caso di raggiungimento della semifinale con l'inserimento di una clausola di rescissione esercitabile da entrambe le parti entro 10 giorni dopo l'uscita dell'Italia dall'Europeo e che ammontava a 900 mila euro lordi. Quindi questa nuova linea era consequenziale con quella già esistente visto che da parte della Federazione c'era la facoltà di valutare se proseguire o meno il rapporto in caso di non raggiungimento della semifinale». Abete ha proprio voluto sottolineare che la nuova proposta non era caratterizzata «da una fiducia limitata ma era solo indirizzata ad una legittima valutazione in caso di non raggiungimento degli obiettivi prefissati».

«TECNICO E GIOCATORI ALL'EUROPEO CON LA MASSIMA SERENITA' - «Le basi dell'accordo raggiunto quindi erano queste - ha proseguito - e sono le stesse che sono state comunicate nella conferenza stampa del 20 maggio. Proprio in quella occasione, però, Donadoni aveva manifestato la non necessità di questa clausola che prevedeva una sostanziosa penale, così, dopo alcuni giorni mi ha chiesto di modificare l'accordo. Ha quindi rinunciato alla penale per reinserire la clausola di rinnovo automatico in caso di raggiungimento della semifinale all'Europeo. Da parte mia - ha ammesso Abete - c'è stata subito la disponibilità ad accettare questa proposta perchè era in linea con quella fatta inizialmente dalla Federazione e anche perché accogliendola sia il tecnico che tutto il gruppo azzurro sarebbero andati all'europeo con la massima serenita».

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