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Sabato 23 Settembre 2017 | 23:59

Rossi portabandiera dell'Italia ai Giochi di Pechino

Sarà il canoista l'alfiere della delegazione italiana alla cerimonia inaugurale dell'Olimpiade (8-24 agosto). È un premio alla carriera ricca di risultati, cominciata con il bronzo di Barcellona '92, impreziosita dal doppio d'oro di Atlanta '96 e arrivata all'argento di Atene
Rossi portabandiera dell'Italia ai Giochi di Pechino
Antonio RossiROMA - Si scrive canoa, ma si legge Antonio Rossi. Quarant'anni, tre ori olimpici e altrettanti mondiali, una messe di medaglie e onorificenze, il re della pagaia azzurra festeggia la sua quinta partecipazione ai Giochi da portabandiera: sarà lui, un signor Rossi tutt'altro che qualunque, che divide con l'istrionico collega delle moto la sorte del cognome più anonimo d'Italia, a rappresentare la delegazione azzurra alla cerimonia inaugurale di Pechino. Il 'vecchiettò della canoa con gli occhi più blu, a cui passerella e tv hanno spesso strizzato l'occhio più per i muscoli che per il palmares glorioso, ha infatti vinto la concorrenza di altri colleghi, tutti rigorosamente maschi: perchè il Coni stavolta, dopo aver lanciato Carolina Kostner ai Giochi invernali di Torino, aveva già deciso che il tricolore nella capitale cinese sarebbe stato affidato a un uomo.
È ALLA QUINTA OLIMPIADE - La scelta è andata, ma non per esclusione, su Rossi: un premio alla carriera lunga sì, ma soprattutto ricca di risultati, cominciata con il bronzo di Barcellona '92, impreziosita dalla doppietta d'oro di Atlanta '96, e arrivata fino all'argento di quattro anni fa. Ma anche a un atleta conosciuto per il suo impegno nel sociale. Nato a Lecco il 19 dicembre 1968 sotto il segno del sagittario, ultimo di cinque figli ha cominciato a pagaiare con la Canottieri Lecco ancora ragazzino. La sua prima partecipazione olimpica risale a sedici anni fa, ai Giochi di Barcellona, in cui esordì con un bronzo nel K2 500. Poi la consacrazione quattro anni più tardi ad Atlanta, con il doppio oro nel K1 500 e nel K2 1000; a Sydney 2000 ancora un titolo (K2 1000). L'ultima olimpiade, aveva promesso, doveva essere Atene: ma l'argento conquistato a 36 anni, e senza troppi patemi, nel K2 1000 deve avergli fatto passare la voglia di smettere. E eccolo qui, pronto per Pechino con in tasca l'ennesima qualificazione conquistata in acqua, e l'onore di rappresentare la numerosa spedizione azzurra.
«ONORATO DI ESSERE STATO SCELTO» - «Sono molto onorato di essere stato scelto come portabandiera dell'Italia. È una grandissima soddisfazione per me e per la mia famiglia, ma anche per la mia federazione. Sarò l'alfiere di una squadra molto forte che regalerà grandi emozioni». Antonio Rossi non nasconde la gioia per essere stato scelto a rappresentare la spedizione azzurra ai Giochi di Pechino. «Noi infatti puntiamo in alto e personalmente spero in una bella medaglia», ha aggiunto il campione della canoa al termine della giunta Coni, di cui è membro in rappresentanza degli atleti, e che oggi lo ha ufficialmente nominato alfiere olimpico.
CHECHI ULTIMO ALFIERE - Raccoglie l'eredità dal suo grande amico, Jury Chechi, portabandiera quattro anni fa. Un riconoscimento però anche per l'impegno fuori dall'acqua: dal 2004 ambasciatore nazionale dello sport, testimonial per Amnesty International e per diverse associazioni benefiche impegnate nella battaglia contro malattie come l'Alzheimer o i tumori, Rossi già otto anni fa era stato delegato a rappresentare lo sport italiano. Fu lui, che non ha mai nascosto la sua fede cattolica, a leggere la promessa al Giubileo degli sportivi del 2000 davanti a Papa Wojtyla. Sposato con Lucia, ex canoista, ha due bambini Angelica e Ricardo Yuri: e nonostante sia considerato un sex symbol (ci sono sempre orde di ragazzine e non solo ad assediarlo per avere un autografo o un sorriso) lui ha sempre dichiarato fedeltà alla sua famiglia. Anche la tv però lo ha cercato e nel 2006 ha ceduto partecipando al reality Circus. La canoa resta comunque il suo primo amore: per il Bell'Antonio le sfide non finiscono mai.

L'elenco degli alfieri azzurri ai Giochi Olimpici Estivi

1912 - Alberto Braglia (Ginnastica);
1920 - Nedo Nadi (Scherma);
1924 - Ugo Frigerio (Atletica);
1928 - Carlo Galimberti (Sollevamento Pesi);
1932 - Ugo Frigerio (Atletica);
1936 - Giulio Gaudini (Scherma);
1948 - Giovanni Rocca (Atletica);
1952 - Miranda Cicognani (Ginnastica);
1956 e 1960 - Edoardo Mangiarotti (Scherma);
1964 - Giuseppe Delfino (Scherma);
1968 - Raimondo D'Inzeo (Sport Equestri);
1972 - Abdon Pamich (Atletica);
1976 - Klaus Dibiasi (Tuffi);
1984 - Sara Simeoni (Atletica);
1988 - Pietro Mennea (Atletica);
1992 - Giuseppe Abbagnale (Canottaggio);
1996 - Giovanna Trillini (Scherma);
2000 - Carlton Myers (Pallacanestro);
2004 - Jury Chechi (Ginnastica);
2008 - Antonio Rossi (Canoa)


• Il sito ufficiale di Pechino 2008
• Il sito del Coni dedicato ai Giochi

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