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Doping ai Giochi

Rio, Viktoria Orsi Toth
l'atleta azzurra positiva
È cresciuta a Santeramo

 Rio,  Viktoria Orsi Toth   l'atleta azzurra  positiva  È cresciuta a Santeramo

RIO - Svanisce ancora prima del via del torneo olimpico di beach volley femminile la chance di Viktoria Orsi Toth di prendere parte alla sua prima olimpiade. Nata a Budapest il 14 agosto 1990, ma naturalizzata italiana, la Orsi Toth è cresciuta a Santeramo in Colle giocando nelle giovanili della squadra locale ed esordendo in serie A1 nella stagione 2007-08. Nel 2009-10 ha militato in serie B1 nell'Aspav Valenzano, prima di cominciare la carriera nel beach volley. La positività dell’azzurra, figlia di un decatleta ungherese e di una giocatrice di basket italiana, è arrivata come un fulmine a ciel sereno nel ritiro della ragazza, già a Rio con la compagna Marta Menegatti per preparare al meglio il debutto previsto il prossimo 7 agosto.

Nella mattinata brasiliana si era sparsa la voce di una pallavolista risultata positiva ai controlli, una delle ragazze della nazionale italiana di Marco Bonitta, per uno steroide anabolizzante, il clostebol. Una notizia che ha provocato inizialmente lo sconforto nella formazione azzurra con qualche atleta che non è riuscita a trattenere le lacrime. Poi è arrivata la smentita ufficiale, e via via il quadro si è definito: il caso c'era, ma nel beach volley. 

Nel pomeriggio la nota del Coni a chiarire la situazione e mettere le cose nero su bianco. La positività è della Orsi Toth che viene subito sospesa in via cautelare da parte del Tribunale nazionale antidoping «perché l’atleta era risultata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita, a seguito di un controllo fuori competizione disposto da NADO ITALIA, a Roma, il 19 luglio 2016». Ma l’azzurra, che ad inizio carriera aveva seguito le orme del padre decatleta e aveva poi optato per il volley in quel di Santeramo «perché odiava correre», non ci sta e ha chiesto con la procedura d’urgenza le controanalisi.

Il campione verrà analizzato nuovamente domani nel laboratorio dell’Acqua Acetosa, anche se difficilmente il secondo controllo sullo stesso campione smentisce l’esito del primo. Il clostebol, di solito utilizzato come clostebol acetato, è uno steroide anabolizzante, ma può essere utilizzato sotto forma di crema per uso topico, per la rigenerazione del tessuto cutaneo.
Se la positività verrà confermata l’azzurra sarà sostituita, ma l’Italia manterrà comunque il posto nel torneo olimpico, anche se è evidente che nel beach volley, dove l’affiatamento nella coppia è fondamentale, il valore sarà fatalmente ridimensionato. In predicato di essere convocata per far coppia con Marta Menegatti c'è ora la statunitense naturalizzata Rebecca Becky Perry.

Prima di questo caso, già altri tre azzurri con in tasca il pass per i Giochi erano stati fermati per doping: Niccolò Mornati, canottiere del 2 senza risultato positivo all’anastrozolo, la velista Roberta Caputo, specialista della classe 470, pure lei positiva al Clostebol, oltre al siepista Chatbi, per violazione delle norme sui tre mancati controlli, che sono costati in precedenza una condanna a 16 mesi di stop all’altro canottiere Vincenzo Abbagnale. Il clostebol era costato caro anche a un altro canottiere: Leone Barbaro, oro nel quattro senza pesi leggeri ai Mondiali U23.

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