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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:55

La serie C cambia nome. Diventa la Lega pro

La C1 avrà la denominazione di campionato di prima divisione, diviso in girone A e B, con trentasei squadre, quindi diciotto per ogni girone. Mentre la C2 sarà campionato di seconda divisione con cinquantaquattro squadre (diciotto società per i tre gironi)
palloneFIRENZE - La serie C cambia nome, si chiamerà Lega italiano calcio professionistica (abbreviazione «Lega Pro») e avrà un nuovo logo. Lo ha annunciato il presidente, Mario Macalli, al termine della riunione di fine stagione della Lega di serie C tenutasi all'Ac Hotel di Firenze. «Abbiamo cambiato la nostra definizione nominativa - ha spiegato Macalli all'uscita dalla riunione di Lega -. Siamo diventati Lega Italiana calcio professionistica, con l'aggreviazione di «Lega Pro» con il nuovo logo. Cambiano le denominazioni di serie C1 e C2, con la prima che avrà la denominazione di campionato di prima divisione, diviso in girone A e B, con trentasei squadre, quindi diciotto per ogni girone. Mentre la serie C2 diventa campionato di seconda divisione con cinquantaquattro squadre, con anche in questo caso diciotto società per i tre gironi».

C'E' UN NUOVO SPONSOR TECNICO - È stato comunicato anche il nuovo sponsor tecnico legato alla Lega Italiana calcio professionistico: «Sarà la Umbro», ha aggiunto Macalli», precisando che «dal nuovo regolamento federale è stato deciso una limitazione delle rose, con diciotto elementi per le squadre di C1 e quindici di C2, più tutti i giovani che si vogliono, con ragazzi che devono essere nati dal 1987 in poi». «Sulla divisione geografica dei gironi - dice ancora - aspettiamo l'elenco delle aventi diritto e poi faremo esercizio di buon senso, partendo dal buon risultato riscontrato la scorsa stagione. «E' stata una buona assemblea, il movimento è vivo, adesso pensiamo anche alla riforma dei campionati, ma non spetta noi ma ai massimi vertici calcistici, ribadendo a mio avviso che il sistema calcio, fin dai dilettanti, non funziona più e una riforma è necessaria. Come «Lega pro» - ha concluso Macalli - rimaniamo in prima linea, certi di ribadire la nostra volontà di cambiamento, perchè i club devono smettere di essere una fabbrica di debiti, con i presidenti che sono gli unici a rimetterci».

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