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Donadoni: «L'Italia può battere chiunque»

Il ct: «Ci sono state sofferenze ed errori, ma anche nella partita con l'Olanda avevo rivisto cose positive». Poi la stoccata: «Quando si vince, c'è una tendenza a dover accettare gente sul proprio carro»
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Donadoni: «L'Italia può battere chiunque»
esultanza italianaOBERWALTERSDORF (AUSTRIA) - Alla Spagna ci pensa dalle 22.35 di ieri. Lo farà anche oggi, magari rilassandosi giocando a golf, ma nella testa avrà sempre e comunque le «furie rosse» di Aragones. Va bene così, era quello che voleva Roberto Donadoni. Ieri sera ha vinto la sua Nazionale, ma ha vinto anche e soprattutto lui che in questi giorni ha dovuto far fronte a critiche e attacchi, ma che già oggi è pronto «a far salire chi vuole sul carro dei vincitori». Rilassato, soddisfatto, felice per le parole che gli azzurri hanno speso in questi giorni per lui. «Per me non c'è nulla di più gratificante, loro vedono in me qualcosa in più dell'allenatore, a qualcuno non va bene, a me sì e quando c'è questa simbiosi mi sento capace di fare qualsiasi cosa», spiega il ct azzurro, il bergamasco duro, che ride e scherza poco, ma che crede in certi valori, quelli che gli danno la forza di andare avanti. Ecco perchè il Donadoni di oggi è diverso, l'Italia ha vinto, l'avventura europea prosegue e lui è felice così, non perchè ha salvato la sua panchina, a questo non ha mai pensato, «ma non nascondo - ammette - che davo per assodato un certo tipo di comportamento se le cose non fossero andate bene, tutto qui, niente di più». Tradotto: il siluramento era inevitabile se l'Italia fosse uscita già ieri e Donadoni lo sa benissimo. «Ma da questo punto di vista sono sempre stato sereno e forte, perché non può essere un risultato negativo ad influenzare questo stato d'animo».
«NESSUN PROBLEMA SE LE CRITICHE SONO TECNICHE» - È un Donadoni diverso, che chiede addirittura scusa ai giornalisti. «Se le critiche sono tecniche nessun problema, ma mi infatidisce quando si va oltre e si va sul perosnale, chiedo scusa se a volte rispondo a tono - dice Donadoni -, ma se le ceritiche sono tecniche nessun problema». Forse sarà per questo che rivela «di non leggere i giornali dal giorno prima della partita con la Romania, ma non per mancanza di rispetto nei confronti del vostro lavoro». Forse per non leggere le voci sul ritorno di Lippi. «Ma io non mi devo proteggere da questo, mi devo riparare dalla pioggia o quando c'è eccessivo sole perchè altrimenti divento un'aragosta - scherza Donadoni -. Per il resto non provo nessun fastidio, vado avanti per la mia strada insieme ai miei ragazzi, al mio staff e con l'aiuto del presidente Abete che anche ieri ha fatto un bel discorso alla squadra, niente prassi, ha dato gli stimoli giusti, usando parole che hanno contribuito ad arrivare al risultato di ieri». E a ritrovare una squadra che ha fortissimamente rischiato di dire addio agli Europei. «Questa Italia non si è mai persa - dice Donadoni -, sento parlare dello spirito mondiale che io non conosco, ma conosco quello che hanno questi ragazzi da due anni e che è stato sempre una componente importante per noi. Anche ieri, soprattutto nei primi 20 minuti e 10 contro 10, la squadra ha dimostrato di aver capito come andava affrontata la Francia, abbiamo sbagliato un paio di occasioni, ma l'atteggiamento dei ragazzi mi dava comunque tranquillità».
«LA PARTITA CON L'OLANDA CI HA FATTO CAPIRE TANTE COSE» - Un miglioramento sì, ma senza esaltarsi troppo, anche perché non c'era da deprimersi prima. «Quella con l'Olanda - spiega il ct - non è stata una partita da buttare via e quella con la Francia non è da esaltare, c'è una via di mezzo. Anche ieri, nonostante il 2-0 contro una squadra forte e nella partita della vita, ci sono state delle cose da rivedere con i ragazzi. Non butto nulla nel cestino, tanto meno la partita con l'Olanda che ci ha fatto capire certe cose». Mentre quella di ieri ha fatto capire che Pirlo è fondamentale per questa Italia, peccato che contro la Spagna lui e Gattuso non ci saranno. «Ci sono giocatori che hanno un peso più o meno importante in squadra, su questo non c'è dubbio, ma io non ho mai parlato degli assenti ne ho avuto più che illustri, però non trovo corretto parlare di chi non ci può essere. Dobbiamo andare avanti con quello che abbiamo a disposizione che ritengo all'altezza».
«CONTANO LE MOTIVAZIONI PIU' CHE LA CONDIZIONE FISICA» - Del resto questa Nazionale ha saputo fare a meno di uno come Fabio Cannavaro e ieri, per la prima volta, la difesa non ha incassato gol. «Ieri ho visto gente sacrificarsi, Perrotta correre come un matto, anche Cassano ha dato una mano, hanno stretto tutti i denti, rincorrendo l'avverario e quando è così è chiaro che anche la difesa ne trae beneficio». Secondo Donadoni a questo punto della stagione «i difensori sono agevolati rispetto agli attaccanti, è più facile difendersi che attaccare alla fine di una stagione lunga e stressante, è vero che ci sono punte che hanno fatto doppiette e triplette, ma anche altre che hanno stentao un pò. È pur vero che in questi tornei importanti e di fine stagione, contano le motivazioni più che la condizione fisica. Ieri pur essendo in vantaggio di un gol e di un uomo, è subentrato un pò di nervosismo, la paura di non farcela e questo ci ha condizionato facendo sembrare le gambe un pò più pesanti».
«DE ROSSI HA FATTO TANTE GARE COME QUELLA CONTRO LA FRANCIA» - Ieri un grande De Rossi e il debutto di Aquilani. «Questa mattina ho detto a Daniele - rivela Donadoni - che ne ha fatte tante gare come quella di ieri. Se è stato fuori nella prima partita è perché ho fatto certe valutazioni che probabilmente rifarei. Sono contento anche per Aquilani, è entrato con lo spirito giusto, aveva voglia di lasciare il segno. Mi dispiace avergli fatto fare pochi minuti, ma mi dispiace ancor di più per chi non ha ancora giocato (Gamberini e Borriello oltre ai due portieri)».
«LA SPAGNA È UNA SQUADRA VERAMENTE TOSTA» - Arriva la Spagna, domenica la sfida con una squadra che per Donadoni «è veramente tosta per le caratteristiche, la qualità e il modo di interpetare le partite che ha, lo sappiamo perché l'abbiamo già affrontata in amichevole». Rispetto per la Spagna, ma anche grandi certezze nei confronti della sua Nazionale. «Quelle le ho sempre avute, prima e anche dopo l'Olanda. Non ho mai avuto dubbi e ho sempre pensato che questa squadra possa battere chiunque. Siamo arrivati alla fine di queste tre partite tra errori e sofferenze, ma anche nelle prime due gare, Olanda compresa, c'erano state delle cose positive che ho fatto vedere alla squadra raccogliendole in un dvd». Non ha dubbi sulla sua Italia, come ne aveva su Van Basten, perché se gli azzurri sono ai quarti è anche grazie al 2-0 che l'Olanda ha rifilato alla Romania. «So come ragiona Marco e che tipo di persona è, è successo quello che mi aspettavo e su Van Basten non avrei cambiato idea anche se avesse perso».

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