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Giovedì 21 Settembre 2017 | 10:50

Italia, solo un pari. Ora è appesa a un filo

Gli azzurri non vanno oltre l'1-1 contro la Romania nella seconda partita del girone C dell'Europeo di calcio. A segno Mutu e Panucci. Entra anche Cassano, ma non basta. Nel finale Buffon para un rigore a Mutu. La qualificazione dipende anche dagli altri risultati del girone
Italia, solo un pari. Ora è appesa a un filo
Buffon (Italia) para un rigore a Mutu (Romania)ITALIA-ROMANIA 1-1 (0-0 nel primo tempo)

ITALIA (4-3-1-2): Buffon; Zambrotta, Panucci, Chiellini, Grosso; Pirlo, De Rossi, Perrotta (12' st Cassano); Camoranesi (40' st Ambrosini); Del Piero (32' st Quagliarella), Toni. In panchina: Amelia, De Sanctis, Barzagli, Materazzi, Gamberini, Gattuso, Aquilani, Di Natale, Borriello. Allenatore: Donadoni.
ROMANIA (4-3-2-1): Lobont; Contra, Tamas, Goian, Rat; Radoi (25' pt Dica), Codrea, Chivu; Petre (14' st Nicolita), Mutu (43' st Cocis); D.Niculae. In panchina: Popa, Stancioiu, Sapunaru, Ghionea, Moti, Cristea, Radu, Marica, M.Niculae. Allenatore: Piturca. ARBITRO: Ovrebo (Norvegia).
RETI: 10' st Mutu, 11' st Panucci.
NOTE: Serata fresca, terreno in buone condizioni. Spettatori: 30.585, tutto esaurito. Al 36' st Buffon respinge un rigore calciato da Mutu. Ammoniti: Mutu, Chivu, Pirlo, Goian, De Rossi. Angoli: 12-5 per l'Italia. Recuperi: 3' pt e 3' st.

Un pomeriggio di brividi e rimpianti, ma alla fine l'Italia spera ancora. L'l-1 conclusivo di una gara piena di emozioni contro la Romania (botta e risposta Mutu-Panucci) la tiene ancora in gioco: dopo avere sperato nel riscatto immediato e temuto il disastro definitivo, gli azzurri puntano tutto sulla partita di martedì, ancora qui a Zurigo, con l'avversario di sempre, la Francia.
Avrebbe potuto essere molto più comoda, la terza delle gare in questo europeo: se l'arbitro norvegese Henning Ovrebo oggi non avesse annullato per un fuorigioco inesistente un gol di Toni in chiusura di primo tempo. Ma avrebbe anche potuto essere la partita più inutile e triste, un mesto addio all'Europa da parte dei campioni del mondo, se Buffon non avesse parato a pochi minuti dalla fine a Mutu un rigore concesso per fallo di Panucci su Niculae. E così Donadoni, ct sempre più in bilico, per il momento si deve accontentare del male minore e di un'Italia nettamente cresciuta rispetto alla gara con l'Olanda. Frutto dell'abiura tattica del ct (oggi in campo gli azzurri erano schierati in un 4-2-3-1 simile a quello lippiano del mondiale di Germania) e soprattutto di scelte diverse.
La rivoluzione annunciata di fatto da Donadoni e puntualmente realizzata, cinque uomini nuovi rispetto all'11 iniziale di Berna, ha infatti dato i suoi frutti. Sulla sinistra Grosso ha imperversato, al fianco di Panucci in difesa Chiellini è stato puntuale e positivo, a centrocampo De Rossi ha giganteggiato. Meno brillanti, Del Piero e soprattutto Perrotta, gli altri innesti. Ma in generale la squadra è apparsa viva, in particolare in un secondo tempo in cui, dopo che Panucci aveva immediatamente riequilibrato il risultato a seguire il vantaggio di Mutu, Cassano ha regalato prodezze ed assist facendo capire di essere pronto per l'assalto finale ai francesi.
Già in avvio si era capito dalla fiammata azzurra che era un'altra Italia: l'assetto prudente dei romeni (4-1-4-1, a dirlo con i numeri, un catenaccio mascherato forse la definizione migliore) spingeva De Rossi e Pirlo alla pressione in avanti, sulle fasce le percussioni di Grosso (soprattutto) e Zambrotta si facevano sentire. E così per un quarto d'ora era Italia da applausi con tanto gioco ed all'occhiello una grande opportunità al 9': cross ravvicinato di Perrotta dalla destra, colpo di testa di Del Piero fuori di poco. La Romania, per attitudine ed in forza del pareggio nella gara iniziale con la Francia, si limitava al contropiede: che partiva la prima volta al 16', con Mutu lanciato in profondità e Buffon bravo a respingere sul suo gran tiro. Anche su calcio piazzato i romeni pungevano: una punizione di Tamas al 18' costringeva Buffon alla parata in tuffo, una botta di Chivu al 20' deviata da Panucci impattava sul palo prima che Zambrotta sbrogliasse.
Ma l'Italia riprendeva a lavorare tutto sommato bene il suo gioco all'uncinetto, prima di affondare sulle corsie laterali: al 39' partiva Zambrotta sulla destra, su sponda di testa di Toni la difesa romena liberava con affanno in angolo. Soluzione che la formazione di Piturca era costretta a replicare altre due volte, perchè in area davanti a Lobont piovevano palloni pericolosi: sul più nitido, un colpo di testa di Toni, era davvero bravo il portiere a deviare. Ma gli azzurri chiudevano il primo tempo recriminando soprattutto per l'ennesimo errore arbitrale: un gol annullato a Toni per fuorigioco inesistente: Pirlo su angolo toccava indietro a Zambrotta, bravo a mettere al centro: in mezzo all'area tre azzurri erano tenuti in gioco da Contra, in ritardo nell'uscire, e Toni insaccava di testa. Inutilmente, perchè per Henning Ovrebo era fuorigioco.
Panucci (Italia) segna lNella ripresa partiva all'assalto l'Italia, mentre a bordo campo cominciava a scaldarsi Cassano: al 2' Pirlo insisteva in dribbling e crossava, Toni non approfittava dell'uscita a vuoto del portiere. I romeni alleggerivano all'8' con un destro di Pirlo parato a terra da Buffon, e colpivano negli spazi in maniera beffarda al 10': su punizione lunghissima dalle retrovie Zambrotta in netto anticipo su Mutu appoggiava male di testa indietro a Buffon, il romeno ne approfittava e insaccava sull'uscita disperata di Buffon. Gelo e terrore sulla panchina azzurra, ma per fortuna di Donadoni un minuto dopo su angolo di De Rossi, Chiellini toccava e davanti alla porta sbucava Panucci bravo a mettere in rete. Entrava Cassano per Perrotta, la gara si scaldava molto: volavano calci ed insulti e al 14' era Grosso a salvare su una botta ravvicinata di Petre. Entrava anche il rom Nicolita e costringeva subito al fallo da ammonizione Pirlo.
Al 17' Cassano accendeva la luce, superava due avversari ed appoggiava a Del Piero, sul cui cross arrivava in ritardo di pochissimo Toni. Al 30' tocco profondo di Cassano, sponda di Toni e in volo testa di De Rossi in torsione: parata in tuffo.
Mentre Cassano incantava, usciva Del Piero ed entrava Quagliarella. Su tacco del samporiano e cross di Zambrotta, speravano gli azzurri al 31'. Ed al 33', con azione fotocopia. Ma il colpo di scena sembrava arrivare al 36', quando su cross dalla sinistra Panucci prendeva per la spalla Niculae e lo metteva giù: rigore, giusto stavolta, calciato da Mutu che Buffon parava. Ancora una gran giocata di Cassano, con giravolta sulla sinistra e palla in mezzo per Toni, e la partita finita tra gli interrogativi azzurri. Tra i quali spiccava quello sugli arbitraggi dopo gli errori dello svedese Froejdfeldt e del norvegese Henning Ovrebo: finiranno prima i direttori di gara scandinavi o l'europeo azzurro?

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