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Domenica 22 Ottobre 2017 | 21:21

Gli azzurri difendono il ct e promettono la riscossa

Donadoni è sulla graticola, lo spogliatoio però fa quadrato in vista di Italia-Romania (venerdì a Zurigo alle ore 18). Zambrotta: «Partita da dentro o fuori. L'unico risultato che ci serve e interessa è la vittoria». Si prevedono cambi (Chiellini, Grosso e De Rossi in attesa)
Gli azzurri difendono il ct e promettono la riscossa
Gianluca ZambrottaVIENNA - Il ct sulla graticola, lo spogliatoio che fa quadrato, la seconda partita già come "ultima spiaggia". E' tornata la solita nazionale, insomma. La sconfitta patita contro l'Olanda nella partita inaugurale dell'Europeo azzurro ha lasciato il segno, non c'è che dire. Ed ecco che ora il match contro la Romania (venerdì alle ore 18 a Zurigo) diventa la partita della verità, quella che non puoi assolutamente sbagliare, pena un'umiliazione di dimensioni planetarie, della stessa ampiezza, cioè, della fama conquistata a Berlino nella finale del mondiale 2006. Lo ribadisce anche Gianluca Zambrotta, cheafferma secco: «Quella con la Romania è la classica partita da dentro o fuori, in cui dobbiamo dare il massimo, lottare ed arrivare primi su ogni pallone. L'unico risultato che ci serve e interessa è la vittoria».
Fabio Grosso, dato dai più come uno dei probabili innesti nell'11 che affronterà Mutu e compagni, difende la professionalità del gruppo azzurro: «Non ci sentiamo bamboccioni -ha detto - le critiche tecniche vanno bene. Ma ci sono anche tante critiche superflue e inutili. Non ero più abituato all'Italia, spesso da noi è così». Reazione d'orgoglio anche da Luca Toni: «Cisentiamo ancora campioni del mondo - ha dichiarato il bomber del Bayern Monaco - ma se rigiocassimo subito la gara con l'Olanda non finirebbe certo 3-0.L'importante con la Romania è vincere, anche se segna Buffon».
Gli altidirigenti, almeno apparentemente, si schierano con Donadoni malgrado alcune scelte nella formazione iniziale con l'Olanda abbiano destato perplessità in molti commentatori: «Dopo aver letto i giornali - ha detto il presidente del Coni Gianni Petrucci - ho avuto la conferma che in Italia nel calcio non c'èil diritto a perdere. Un allenatore viene messo in discussione già dopo laprima sconfitta. Mi sembra un tiro a segno esagerato nei confronti di Donadoni che continuo a difendere perché è un bravo allenatore ed ha tutta la mia stimae il mio sostegno».
Sostegno che, tuttavia, non potrà che essere condizionatodalla capacità del ct di dare una scossa ad una squadra apparsa svogliata e fuori forma. Il cammino per la rinascita passa innanzitutto per consistenti cambiamenti di formazione. Con la Romania appaiono più che probabili gli inserimenti di Chiellini, Grosso, De Rossi e Del Piero nella squadra titolare. Non escluso anche l'utilizzo di Aquilani e Cassano. È dai piedi di questi uomini che passa il futuro in azzurro di Donadoni e la credibilità di un gruppo che solo due anni fa appariva solido, spumeggiante e invincibile.

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