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Martedì 17 Ottobre 2017 | 00:23

Mourinho si presenta: «Non sono un pirla»

Il neo tecnico interista sbarca a Milano e conferma tutte le dicerie sul suo carattere esuberante. "The Special One" si presenta alla Pinetina sicuro di sé e in possesso di un italiano fluente che stupisce i giornalisti: «Nessuno stravolgimento. Bastano due o tre giocatori»
Mourinho si presenta: «Non sono un pirla»
José Mourinho (allenatore dellMILANO - Chi si aspettava un esordio col botto non è rimasto deluso. Il neo interista José Mourinho sbarca a Milano e conferma tutte le dicerie sul suo carattere esuberante. "The Special One" si presenta alla Pinetina sicuro di sé e in possesso di un italiano fluente che stupisce i giornalisti. A chi gli chiede da quanto stia studiando il nostro idioma, il tecnico risponde: «L'ho imparato subito perché sono molto intelligente».Quando gli parlano dei giocatori del Chelsea con l'intento di avere indiscrezioni sulla sua "lista della spesa", il portoghese non risponde.Quando la domanda gli viene riproposta con altre parole, Mourinho risponde lapidario in perfetto milanese: «Non sono un pirla». La conferenza stampa presenta tuttavia anche aspetti meno frivoli. «La prima volta che ho sentitol'Inter - confessa - è stato il giorno dopo la gara di ritorno col Liverpool.Ma nulla in quel momento era stato deciso. Studio la vostra lingua da circa tre settimane. Sono stato facilitato perché l'italiano è una lingua latina come lo spagnolo e il portoghese. Ho sentito al telefono il capitano Zanetti e mi ha assicurato che, vivendo qui, basterà un mese per avere padronanza della lingua».

I giornalisti insistono sul suo soprannome - "TheSpecial One" - ma su questo il portoghese tiene un profilo (relativamente) basso: «Penso di essere arrivato in un club speciale e quando una società è tale il tecnico diventa uno in più. Non dimentico di essere un grande allenatore, ma non voglio essere speciale. José Mourinho non cambia, è la stessa persona di sempre, con la medesima ambizione, le medesime motivazioni, che ha una grande passione per il calcio e che ha sempre voluto allenare inItalia, possibilmente in una grande società. L'Inter mi ha dato l'opportunitàdi lavorare in un Paese calcisticamente grandissimo come l'Italia. Per me -continua - questa è una sfida molto importante e devo ringraziare i dirigenti qui presenti e in particolare Marco Branca, che mi hanno scelto. Anche per voi sarà divertente». La certezza, comunque, è che con l'ex tecnico del Chelsea inizia una nuova era: «È appena terminato un ciclo con un grande allenatorecome Roberto Mancini - dice - ora però siamo ad una nuova pagina. È una vita nuova per tutta l'Inter. Rispetto molto il lavoro di un grande tecnico come Mancini, ma io sono José Mourinho, ho un metodo differente e che pensa in una maniera differente. Lavoro con passione e motivazione. Ho sempre avuto un rapporto molto forte con i giocatori e sono sicuro che dopo qualche settimana potremo parlare di un rapporto forte anche con i miei nuovi giocatori. Penso che i risultati sportivi siano la conseguenza logica di chi lavora bene. Sono sicuro di saper lavorare molto bene. Mi aspetto risultati positivi, un calcio divertente».

Nella ventata di novità portata da Mourinho molti hanno visto i prodromi di una rivoluzione nella rosa, ma il tecnico smentisce: «Non è vero ciò che ho letto sui giornali, mi piacciono i giocatori che ho a disposizione. Non ho bisogno di sconvolgimenti radicali dell'attuale rosa e penso di essere d'accordo con la dirigenza che la squadra necessiti solo di due, tre giocatori per migliorare ed essere ancora più competitivi. Voglio avere la possibilità di cambiare un pò le cose perché non conosco nessun allenatore che abbia le stesse idee dell'altro. Voglio dire a tutti igiocatori dell'Inter che mi piace il gruppo e ho fiducia in loro. Ho visto molte partite dell'Inter durante la stagione e ho apprezzato la mentalità della squadra».

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