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Martedì 26 Settembre 2017 | 05:55

Il Lecce calcio perde Valdes

Infortunatosi in allenamento, il cileno ha riportato una «banalissima» contrattura muscolare, ma dovrà saltare la gara di domenica che è l'ultima gara di campionato contro il Vicenza
Il Lecce calcio perde Valdes
BARI - La tegola Valdes si abbatte sul Lecce alla vigilia dell'ultima gara di campionato contro il Vicenza. Infortunatosi in allenamento, il cileno ha riportato una banalissima (così l'ha definita il medico sociale, dr.Palaia) contrattura muscolare al terzo superiore del bicipite femorale destro. Sarà anche banalissima, ma tradotto in termini pratici questo significa che Valdes dovrà saltare la gara di domenica e, nel caso vi fosse il supplemento dei play off, difficilmente potrebbe recuperare per il primo impegno di mercoledì prossimo, che lo vedrebbe impegnato sul campo del Pisa.
Questo di Valdes non è l'unico contrattempo cui il Lecce deve far fronte, perchè dopodomani sarà assente per squalifica Fabiano e mancherà Diarra, convocato per la nazionale del Mali. A proposito di questa rappresentativa e nel caso in cui il Lecce dovesse disputare i play off, vi è il rischio che anche Diamoutene, anche lui maliano, li debba disertare per partecipare ad alcune gare con la sua nazionale.
Il Lecce è in contatto con i dirigenti della federazione calcistica africana, per ottenere che rinuncino alla convocazione di Diamoutene e una risposta è attesa per l'inizio della settimana. Ma le speranze di una risposta positiva non sono molte.
Intanto oggi la squadra giallorossa si è allenata a porte chiuse ed altrettanto farà domani per preparare al meglio la gara col Vicenza. Papadopulo potrebbe ordinare un turn over per alcuni giocatori più rappresentativi (Diamoutene, Angelo, Ariatti, Tiribocchi), quasi tutti diffidati.
Intanto, Tiziano Polenghi, uno dei difensori, invita a non parlare di play off sino a domenica sera: «Noi - dice - faremo di tutto per vincere questa gara e alla fine presteremo attenzione a quello che sarà accaduto a Bologna. Non credo nei miracoli, ma ci spero. E mai come stavolta il miracolo sarebbe gradito».

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