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L'ultima mossa di Paparesta
e la «squadra» di Giancaspro
Iannarelli sfugge da Facebook

Ore decisive: se l'ex arbitro non porta i soldi, la squadra va al molfettese. Storie di bluff, rilanci e investitori volatilizzati

paparesta noordin

BARI - Proverà a giocarsela fino in fondo, Gianluca Paparesta. Anche se al momento le possibilità del presidente biancorosso di procedere ad una massiccia ricapitalizzazione sembrano piuttosto ridotte, è scontato che l’ex arbitro internazionale tenterà ogni strada possibile. Come? Non sembrano esserci alternative ad una sinergia con un investitore in grado di assicurare l’ingente copertura di tutte le esigenze finanziarie fino all’iscrizione al campionato. Un esborso che non si allontanerà dai dieci milioni, tra sottoscrizione dell’aumento di capitale (non meno di 2,6 milioni per coprire almeno il 35% dei 7,5 milioni deliberati (all’assemblea straordinaria), pagamento degli stipendi (2,2 milioni per gli emolumenti di marzo, aprile e maggio) e fideiussione per l’iscrizione al campionato (800mila euro).

Tutto sarebbe più semplice se ci fosse l’opportunità di chiudere la trattativa con Nooordin, sulla base del contratto preliminare di vendita del 50% delle azioni stipulato lo scorso otto aprile. Che, tuttavia, da quasi due mesi non dà più tracce di una presenza concreta. Si sussurra che Paparesta abbia avviato altri contatti, ma non è facile arrivare alla meta così velocemente. Una cosa, comunque, è certa: se il massimo dirigente barese riuscirà nella missione, poi dovrà ripartire di slancio. Dopo due campionati affrontati con il chiaro proposito di centrare la promozione, la piazza non gli perdonerebbe un ridimensionamento. Occorrerebbe, quindi, allestire una squadra competitiva per il vertice e riprovare la scalata alla serie A.

Un indizio sarebbe nel tecnico che Paparesta vorrebbe portare a Bari: ovvero, Stefano Colantuono, un big per la categoria. Scontato sarebbe il rinnovo della fiducia al ds Razvan Zamfir (considerato un’«eccellenza» dal presidente), mentre l’ingresso di nuove professionalità sarebbe orientato dall’investitore di sostegno. Non è un mistero: Noordin avrebbe voluto inserire Giulio Violati (imprenditore del ramo cinematografico e marito dell’attrice Maria Grazia Cucinotta) come amministratore delegato e Piero Ducci (ex ds del Perugia) nell’area tecnica. Candidature che appaiono in declino, come la trattativa con l’uomo d’affari asiatico.

GIANCASPRO: PRONTO ALLA SCALATA CON ALTRI SOCI? Il Bari e Cosmo Antonio Giancaspro non sono mai stati così vicini. Sul piano tecnico, l’operazione è già delineata: l’imprenditore molfettese ha già esercitato sia il diritto di opzione per ricapitalizzare il club secondo la sua quota parte (il 5%), sia il diritto di prelazione su tutte le azioni eventualmente rimaste inoptate da Gianluca Paparesta. Ergo, l’industriale delle energie alternative potrebbe diventare il proprietario unico del Bari già passata la mezzanotte di domani, quando scadrà il diritto di opzione per i soci. L’azione di Giancaspro, peraltro, ha escluso l’eventualità di una collocazione del club a terzi il 22 giugno.

L’operazione dell’imprenditore molfettese è stata studiata portando a capitale il prestito di 2,7 milioni esperito nei confronti del club a febbraio scorso, quando tale intervento fu decisivo per il pagamento degli stipendi ai tesserati. Pertanto, Giancaspro ha già in mano la possibilità di sottoscrivere il 35% dell’aumento di capitale stabilito dalla delibera assembleare (ne occorrono 2,6), anche se immediatamente dopo dovrebbe far fronte a tutte le spese vive nel cammino verso l’iscrizione. Ragion per cui, l’attuale socio di minoranza auspicherebbe un anticipo dell’assemblea dei soci attualmente prevista per il 24 in prima e per il 25 in seconda convocazione, onde avere l’opportunità di studiare nel dettaglio i contratti dei tesserati e gli adempimenti previsti: un eventuale errore su importi, contributi o bonus maturati, infatti, comporterebbe il rischio di punti di penalità.

In molti pensano che l’era Giancaspro possa essere solo una transizione verso la cessione ad altri soggetti. Una possibilità che, tuttavia, sarebbe concreta solo a fronte di offerte davvero cospicue. La sfida dell’imprenditore molfettese è condurre il Bari da azienda che andrebbe risanata sul piano finanziario e poi gestita con metodo manageriale anche per creare utili. Facile immaginare cambiamenti pure negli uomini, in particolare nell’area tecnica. Il capitolo allenatore, quindi, sarebbe posticipato alla primaria scelta di un direttore sportivo esperto nella categoria che agirebbe in sinergia con la proprietà, ma con piena autonomia di poteri.

E LA IANNARELLI CANCELLA I NEMICI DA FB - La «pulizia etnica» di Grazia Iannarelli? Ma no, non prendiamolo troppo sul serio l’advisor di mister Noordin, l’uomo che prima varcava il sacro confine dello spogliatoio e poi prometteva scudetto e Champions League. Succede solo che la grintosa avvocatessa romana, che in conferenza stampa diceva ai giornalisti “a questa domanda rispondo io” nemmeno fosse lei la potenziale acquirente del Bari, ha cominciato a cancellare da Facebook centinaia di amici virtuali. Sicuramente saranno ancora nella sua lista quelli che le dicono «sei buona, bella e brava».

Non più quelli che continuano a chiederle chiarezza e rispetto per una tifoseria che ha già sofferto tanto. Ci sono anche alcuni giornalisti nel mirino, tanto per cambiare. Rei di cosa, poi, non è ancora lecito sapere. Giornalisti caduti nella sua «rete», pensate già il giorno dopo la famosa conferenza stampa in cui sembrava che Bari stesse salutando il nuovo messia. Grazia fa e disfa. Prima «gioca» sul web, poi scappa via. Un po’ triste, francamente. Ma triste, in fondo, era già tant’altro. Quelle gite per la Puglia con la bandiera del Bari al collo, quei toni d’assalto inaccettabili e gratuiti, quella voglia matta di tirare dalla sua parte un’intera tifoseria con artifizi comunicativi che anche un tredicenne avrebbe letto nel modo giusto. Chi vi scrive non è più «amico» della nostra, anzi vostra Grazia. Ce ne faremo una ragione.

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