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Nuovo rinvio dell'assemblea

Il Bari calcio nel caos
non ci sono i soldi di Noordin

Paparesta Giancaspro

BARI - «I soci della F.C. Bari 1908 S.p.A. congiuntamente comunicano che in data odierna (ieri, ndr) si sono riuniti in Assemblea Straordinaria e che al fine di trovare una soluzione condivisa volta a procedere alla ricapitalizzazione della Società hanno deciso, di comune accordo, di sospendere i lavori assembleari ed aggiornare l’Assemblea a lunedì 6 giugno 2016».
Finiva così, intorno alle 23 di ieri sera, la lunga attesa. Fra Gianluca Paparesta, proprietario del 95% delle quote azionarie del Bari, e Cosmo Giancaspro che detiene il 5% delle quote, in sostanza, non c’è traccia di accordo, al di là del politichese del comunicato. Il che è una notizia-non notizia considerando che uno è azionista di larga maggioranza e l’altro è, numeri alla mano, un «piccolo» azionista. Resta da capire cosa voglia dire davvero «trovare una soluzione condivisa volta a procedere alla ricapitalizzazione». Per «salvare» il Bari servono soldi e basta.
Dopo una lunga, lunghissima battaglia, durissima e senza esclusioni di colpi, l’assemblea dei soci di Fc Bari 1908 si è chiusa con un non verdetto che è comunque un colpo di scena clamoroso. Un pomeriggio interminabile quello nello studio del notaio Salvatore D’Alesio, a Terlizzi, dove le parti si erano ritrovate intorno alle 17. Una svolta comunque inaspettata al termine di una vera e propria maratona, durata oltre cinque ore e condita da picchi elevatissimi di tensione, «smontati» per qualche minuto da una pizza generale.
Ripianamento del debito (circa 5 milioni di euro), ma all’orizzonte anche il controllo del pacchetto di maggioranza del club biancorosso. Paparesta da una parte, Giancaspro dall’altra. Una volta amici e complici, oggi nemici giurati. Dopo aver cooptato non senza polemiche nel consiglio di amministrazione Romeo Paparesta al posto del dimissionario Giancaspro, lo scontro è diventato rovente sul capitolo ripianamento del debito. La sensazione è che sia mancato il supporto economico dell’imprenditore malese Noordin, grande alleato di Paparesta, con il quale ha raggiunto un preliminare di accordo per l’acquisizione del 50% del club biancorosso. Una domanda? Ci fosse stata un’iniezione di contante, l’assemblea sarebbe stata aggiornata a lunedì prossimo? Tante le voci che si sono inseguite, con l’uffico stampa del Bari che è anche dovuto intervenire per smentire una serie di ipotesi.
Paparesta e Giancaspro, con espressioni del viso totalmente differenti, si sono affacciati per dare piccole spiegazioni: «Abbiamo tutti e due a cuore le sorti della società - ha detto visibilmente trafelato Paparesta -. Stiamo lavorando al fine di arrivare a una soluzione positiva per il Bari e tutti noi».
«Non è una trattativa - ha dettato secco Giancaspro - ma una valutazione del da farsi che deve essere necessariamente condiviso».
«Noi proseguiamo - si è lasciato sfuggire Paparesta e ci rivedremo nei prossimi giorni. Voglio tranquillizzare i nostri tifosi, stiamo prcedendo per il bene di tutti. Non ci sono nodi da sciogliere e smentiamo tutte le ricostruzioni delel ore precedenti. Non si tratta di assegni, così come non è arrivata nessuna comunicazione da parte di banche». nessun riferimento a Noordin.
Una considerazione finale, al di là di tutto. Queste ricorse sul filo di lana non lasciano tranquilli. La speranza è che il futuro riservi a tutti noi tifosi biancorossi un club con solide, inequivocabili, basi economiche e con un progetto tecnico chiaro. Il futuro immediato, però, riporta tutti a lunedì prossimo. Basteranno due giorni perché fra i soci scoppi la pace e trovino una soluzione condivisa? O anche il prossimo lunedì potrebbe riservare altre, clamorose, sorprese? Non resta che attendere...

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