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Sabato 23 Settembre 2017 | 20:08

Calcio / Serie C1 - Il Martina non scende in campo

La decisione di non giocare con il Perugia nell'ultimo turno assunto contro il provvedimento della Corte Federale che ha graziato il Lanciano, reo di mancanze amministrative. I pugliesi speravano nei playout. Il presidente Chiarelli si dimette da consigliere della Lega
Calcio / Serie C1 - Il Martina non scende in campo
TARANTO - D'accordo con il patron della società Giovanni Cassano, il Martina calcio non scenderà in campo con il Perugia per l'ultima partita del campionato di serie C. La decisione è stata assunta contro il provvedimento della Corte Federale che ha graziato il Lanciano, reo di una serie di mancanze amministrative. Il presidente del Martina, Gianfranco Chiarelli, sempre per protesta, si è dimesso dalla carica di Consigliere della Lega professionisti di Serie C.

Il presidente dell'associazione calcio Martina (C1, girone B, ma già retrocessa matematicamente in C2), Gianfranco Chiarelli, si è dimesso dalla carica di consigliere della Lega professionisti di serie C. Lo ha comunicato lui stesso con una lettera inviata al presidente della Lega di C, Mario Macalli, e al presidente della Figc, Giancarlo Abete.
La decisione è collegata alla recente sentenza della Corte di giustizia federale che ha penalizzato alcune società del girone per irregolarità amministrative. Decisione contestata dal Martina, che in particolare ritiene che il Lanciano dovesse essere retrocesso all'ultimo posto, cosa che avrebbe consentito alla squadra pugliese di disputare i play-out.
"Sono sempre stato convinto - scrive tra l'altro Chiarelli - dell'importanza primaria del rispetto delle regole sempre e comunque. Tuttavia le esperienze vissute in prima persona, in quanto riguardanti direttamente la Ac Martina, hanno completamente minato la mia fiducia nel sistema calcio e nei principi che lo governano".
Chiarelli dice di farsi "portavoce della delusione e della indignazione di tutta la collettività martinese e degli sportivi". A suo parere la decisione della Commissione disciplinare nazionale, confermata dalla Corte di giustizia federale, "nella sua indubbia valenza di precedente giurisprudenziale, darà di fatto il benestare a tutte le società sportive per agire nell'illegalità".

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