Cerca

SporTube - Quando combattere è un'arte

Il taekwondo è la disciplina (coreana) dei calci e dei pugni, sport nel quale si distingue la leccese Daniela Castrignanò. La capoeira è anche una danza (brasiliana) «per comunicare con il linguaggio del corpo». Poi c'è il tai chi chuan (cinese), ma è tutta un'altra storia
SporTube - Quando combattere è un'arte
Esibizione di taekwondo"Tae" vuol dire colpire col piede, "kwon" significa pugno e "do" sta per arte. Il taekwondo (pronuncia: Tecondò) è dunque l'arte dei calci e dei pugni. Una volta (le origini risalgono a circa duemila anni fa) era una tecnica di combattimento militare, poi è divenuto una disciplina sportiva (nella seconda metà del XX secolo), peraltro assai dinamica e spettacolare soprattutto per i calci portati in volo (dimostrazione: clicca qui). Molto diffusa (50 milioni i praticanti, 160 le nazioni affiliate alla World Taekwondo Federation: www.wtf.org), questa arte marziale coreana è diventata soltanto di recente uno sport olimpico (a partire dai Giochi di Sydney del 2000).

La leccese Daniela Castrignanò (a destra)EUROPA D'ARGENTO - In attesa di Pechino 2008, gli atleti europei si sono di recente affrontati a Roma (www.roma2008tkd.it) nel campionato Europeo (inaugurazione: clicca qui; fasi dell'evento: clicca qui e clicca qui). Indossando la tradizionale divisa bianca (dobok) con cintura, anche gli italiani si sono ben comportati (sei medaglie complessive, di cui cinque di bronzo) per la felicità della Fita (www.taekwondowtf.it). Il miglior risultato (argento nella categoria +72 chili) è arrivato grazie a alla salentina Daniela Castrignanò. Nata a Lecce l'11 dicembre 1980, è tesserata con il Gruppo Sportivo Esercito (clicca qui).

Capoeira nella rodaARTE BRASILIANA - Anche la Capoeira (www.capoeira.it) è un'arte marziale, definita da alcuni rituale e ritmica. Nasce intorno al 1600 come una forma di lotta utilizzata dagli schiavi negri in Brasile, i quali però la mascheravano a mo' di danza (comprende infatti musica e canto) per ingannare i padroni bianchi che ne proibivano la pratica. Oggi è ritenuta «un modo di comunicare con il linguaggio del corpo per trasmettere quello che si pensa o che si vorrebbe essere» (come appare scritto nel sito www.capoeiralecce.it) all'interno della roda (clicca qui), «un cerchio formato da tutti i capoeiristi, i quali accompagnano l'esibizione (jògo) con strumenti musicali (il berimbau su tutti), canto e battito di mani», scandendo così il ritmo (clicca qui).

Mestre BimbaANGOLA E REGIONAL - La cadenza può essere lenta o rapida a seconda dello stile (ce ne sono due). «La capoeira Angola (clicca qui) è caratterizzata da movimenti piuttosto lenti e più vicini al suolo. La Regional (introdotta da Mestre Bimba all'inizio del secolo scorso: clicca qui) presenta movenze rapide e più acrobatiche con maggiore attenzione alla tecnica del combattimento» (clicca qui). Nell'uno e nell'altro caso, la disciplina (riconosciuta dalla Federazione Judo, Lotta, Karate e Arti Marziali: www.fijlkam.it) piace ai pugliesi (non solo a Lecce: win.capoeirabari.it e www.capoeirataranto.it).

Batizado al Palamartino di BariDA SAN PAOLO A BARI - Girovagando su Youtube si trovano filmati del Lembrança Negra (www.lembrancanegra.it), un gruppo (si estende a Bari, Matera, Taranto, Roma e San Paolo del Brasile) che ogni anno organizza nel capoluogo pugliese il Batizado (clicca qui), evento durante il quale si assegnano le cinture agli atleti. Qualcuno sconsiglia la pratica di questo sport perché richiederebbe un'estrema flessibilità di arti e colonna. Ma optare per il tai chi chuan (www.itcca.it), arte inventata dai cinesi e considerata più che altro una ginnastica dolce, è proprio tutta un'altra storia.

G. Flavio Campanella

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400