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Coni, Sannicandro: candidato?
Deciderò con dirigenti pugliesi

Lavori pista Mennea a Barletta: «Malagò ha detto che ho rispettato le regole»

Malagò su Sannicandro «Ha rispettato le regole»

BARI - «Io candidato? Lo scenario non è ancora chiaro. Abbiamo rinviato eventuali decisioni a dopo le Olimpiadi quando ci saranno regolamenti aggiornati. Chi deciderà? Non Roma né la politica, ma il consiglio regionale del Coni, nel quale apriremo il dibattito e nel quale deciderò se candidarmi o meno": così il presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro, ha commentato l’annuncio dato dal presidente nazionale del Coni, Giovanni Malagò, del prossimo ritiro del dirigente barese in vista del rinnovo del vertice regionale ("Sannicandro ha voluto chiudere qui la sua esperienza").

Sannicandro ha convocato oggi nella sede del Coni allo stadio Della Vittoria i media per difendere la propria «onorabilità e quella del comitato che rappresento», dopo alcune notizie di stampa legate ad un presunto conflitto di interessi seguito all’assegnazione al nipote ingegnere dello studio di fattibilità del Coni per il progetto di rifacimento della pista di atletica dello stadio di Barletta.
«Abbiamo parlato amabilmente con il presidente Malagò di futuro e di come la Puglia può evolvere. Data la mia esperienza e competenza specifica - ha aggiunto Sannicandro - ci potrebbero essere anche incarichi di tipo nazionale per i quali mi piacerebbe candidarmi, visto che ho fatto oltre tre mandati da presidente regionale. Attualmente, con il vecchio regolamento, non sarei neanche candidabile, anche se il Coni sta curando una autoriforma».

«Dopo quattro mandati - ha continuato Sannicandro - mi piacerebbe portare la mia esperienza in altri ambiti. Ma questa decisione andrà presa in relazione alle nuove norme e in ambito regionale. Malagò si è lanciato oltre l’ostacolo. Noi non siamo nominati, ma eletti secondo le procedure per le organizzazioni regionali». Sannicandro ha riferito che «l'incontro con il presidente Malagò è durato un quarto d’ora. Il presidente - ha puntualizzato - ha dichiarato che ho operato nel rispetto delle regole e non c'è stata alcuna contestazione».

«Il Coni non è la Sud Est o Tempa Rossa. E’ un mondo basato sul volontariato. Qualcuno pensa che si fanno appalti o si danno incarichi, non è così. Qui non si gestiscono appalti, nemmeno per le penne": il presidente del Coni Puglia, Elio Sannicandro, in una conferenza stampa-fiume nella sede regionale, ha difeso l’operato del suo comitato da "attacchi giornalistici» legati a presunti conflitti di interesse sul progetto di riutilizzazione della pista d’atletica dello stadio di Barletta, e dopo aver tenuto un incontro a Roma con il presidente italiano del Coni, Giovanni Malagò, nel quale è stato ribadito dai vertici nazionali che in Puglia si è operato «con grande rispetto e rigore» Sannicandro ha consegnato ai giornalisti una sorta di 'dossier'.

Sulla querelle legata alla pista di atletica di Barletta "abbiamo consentito, e lo scandalo è questo - ha puntualizzato Sannicandro - un risparmio di tanti soldi al Comune di Barletta per un impianto bloccato da tre anni. Il Coni ha dato una serie di consigli e abbiamo presentato uno studio di fattibilità con costi di massima e tempi perché il Comune potesse ottenere l'agibilità dello stadio». Sannicandro ha spiegato che «il servizio impianti sportivi esiste come da regolamento delle strutture territoriali, all’articolo 15. Noi - ha aggiunto - abbiamo un consulente in ogni provincia, che opera a titolo gratuito. Al riguardo ho chiesto al Coni Servizi se posso pagare una trasferta ai consulenti e non mi hanno ancora risposto. Sono pochi i tecnici esperti nei nostri settori. Gli ingegneri Pierino Profeta e Luca La Bombarda hanno avuto la disavventura di collaborare con me perché avevo bisogno di due disegni, non so usare gli ultimi software, poi allegati allo studio di fattibilità per la pista di Barletta».

Il presidente del Coni Puglia ha confermato di aver segnalato un esperto al Comune di Barletta, spiegando che «di queste cose ne facciamo tante e continuamente. Segnalare un esperto a un Comune è una cosa lecita. Poi il Comune ha le sue regole e modalità legate ai lavori pubblici. Ho segnalato l’ingegner Profeta, specialista in questo settore, ma la questione non è scandalosa». «Il Coni Puglia ha un albo per consulenti in progettazione? No - ha risposto Sannicandro - lo volevamo fare ma gli ordini professionali mi hanno fermato».

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