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Calcio - Cassano, in arrivo una stangata

Il dg della Samp: «Aspetteremo la squalifica del giudice sportivo e poi chiederemo la riduzione dello stipendio. Se saranno 4 giornate verranno sottratti 20 giorni di stipendio, che riferito a Cassano è una bella cifra». Fascetti: «Si è giocato l'Europeo»
Calcio - Cassano, in arrivo una stangata
ROMA - Il talento in campo «non si concilia con la crescita caratteriale e questo non lo può aiutare a diventare un campione». Il direttore generale della Sampdoria, Giuseppe Marotta, è ancora molto rammaricato per la sceneggiata con pesanti insulti all'arbitro che ha visto protagonista ieri Antonio Cassano: il dirigente doriano, ospite di Radio Anch'io Lo Sport, ribadisce la posizione della società e per i provvedimenti nei confronti del giocatore aspetta la sanzione del giudice sportivo. «Le qualità tecniche di Antonio sono incredibili - continua Marotta - dal punto di vista sportivo la scommessa con lui è stata vinta. Certo sul piano del comportamento, quanto avvenuto ieri non può che essere censurato. E noi lo abbiamo fatto, biasimandolo. Ora abbiamo il dovere di confrontarci con lui e fargli capire che certi comportamenti possono compromettere il suo futuro. Quello che possiamo fare noi, poi, è aspettare la squalifica del giudice sportivo e poi chiedere al collegio arbitrale la riduzione dello stipendio. Se saranno quattro giornate verranno sottratti 20 giorni di stipendio, che riferito a Cassano è una bella cifra».
La Samp però non vuole solo pensare a punire il giocatore. «Questi giovani vanno aiutati - continua il dg - e non parlerei di repressione. Di cose sbagliate ne hanno commesse anche altri giocatori e ben più gravi, se penso al doping o alle scommesse. per non parlare dei dirigenti coinvolti in calciopoli. Cassano ha sbagliato, ma non credo abbia fatto qualcosa di irreparabile. Peccato però, perchè questo incidente di percorso non ci voleva».

«Con la sceneggiata di ieri Cassano si è giocato gli Europei. Dopo quello che è successo sarà difficile per lui tornare nel giro della Nazionale». Eugenio Fascetti, l'allenatore che scoprì Antonio Cassano lanciandolo giovanissimo nel Bari, commenta così, intervistato da Radio R101, l'espulsione dell'attaccante della Sampdoria durante la gara contro il Torino. «Peccato - si rammarica Fascetti - perchè di giocatori così non ce ne sono molti. A Genova stava facendo benissimo e i tifosi non si divertivano così da anni. Se fossi il suo allenatore sarei molto arrabbiato, perchè con questi atteggiamenti rovina il lavoro di tutta la squadra e della società che ha creduto in lui». Sul piano umano Fascetti spiega che «Cassano è un istintivo. In privato è il ragazzo più tranquillo del mondo, ma in campo ha questi momenti che non riesce a controllare. Quando aveva 17-18 anni non teneva questi atteggiamenti. Ora è molto più difficile da gestire. Per il fallo fischiato ieri dall'arbitro una sceneggiata così non ci stava. Tutti possiamo avere degli scatti d'ira - conclude Fascetti - ma lui ha esagerato. Ha chiesto scusa perchè si è accorto di averla fatta grossa».

Antonio Cassano come Diego Armando Maradona? Secondo Pierpaolo Marino, direttore generale del Napoli, «il paragone è irriverente. Ho avuto la fortuna di lavorare con Maradona. Antonio mi scusi, ma anche se ha dei numeri, deve farne ancora tanta di strada per eguagliarlo», ha detto Marino a 'Radio Anch'io lo Sport' all'indomani delle proteste in campo che potrebbero costare numerose giornate di squalifica all'attaccante della Sampdoria, espulso nel secondo tempo del 2-2 con il Torino. «Di Cassano penso tutto il bene possibile dal punto di vista tecnico», ha detto il dirigente del Napoli, «ma siamo onesti, è un giocatore difficile da gestire. Ieri ho visto le scene in tv e se si fosse trattato di un mio giocatore mi sarei arrabbiato molto. Cassano non vince le partite da solo, la Samp è una buona squadra».

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