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Calcio - In tv Cassano da Bari

Dice di star bene a Genova, di lavorare bene nella Sampdoria, e spera di essere recuperato nella Nazionale di Donadoni il calciatore nato nel borgo antico, intervistato da Fabio Fazio su Rai Tre
Calcio - In tv Cassano da Bari
MILANO - Sfrontato come sempre, ma rigenerato da Genova dopo i tempi difficili dell'ultimo periodo alla Roma e della scorsa stagione al Real Madrid. Antonio Cassano racconta la sua rinascita a «Che tempo che fa», su Rai Tre, intervistato dal tifoso sampdoriano doc Fabio Fazio, che ha ha anche fatto firmare al talento di Bari Vecchia un «contratto a vita» con la società blucerchiata. Antonio Cassano «Firmo volentieri - spiega Cassano - a Genova si vive bene, da uno a dieci sto bene mille». Inevitabile il confronto con Madrid. «Là si viveva troppo la notte e non andava bene. Dormivo poco, non avevo sonno, c'erano troppe belle donne... O fai la bella vita o il calciatore, io ho scelto la seconda possibilità». «Mi avevano detto che Genova è una città "morta" - aggiunge - ma non è vero, ci sono meno problematiche che a Madrid e Roma. Un po' l'età media è alta, ma si sta bene». Si vede nel fisico il «nuovo corso» di Cassano. «Adesso peso 81 chili, è il mio peso forma - spiega -, quando sono arrivato alla Samp ne pesavo 90. Ho fatto un po' di sacrifici, avevo voglia di ripartire e fare bene». E il numero 99 blucerchiato sta facendo molto bene, tanto che il suo ritorno in Nazionale appare più di un'ipotesi.
«La lista di Donadoni? La chiudiamo quando arriva Cassano... » dice l'ex giallorosso . «Con Donadoni ho un gran rapporto, parliamo di tutto, mi accetta nel bene e nel male. Io penso che 18-19 giocatori li abbia già in mente, io sto ritornando a giocare, sono in forma adesso, sono in un momento molto buono, la squadra va bene. L'unico dubbio penso riguardi la mia testa, che è molto particolare... A volte porto allegria, a volte problemi. Se io fossi il mio allenatore mi direi: non allenarti, gioca soltanto, fai quello che vuoi...».
Partendo da Donadoni si arriva a parlare dei rapporti tra Cassano e i suoi allenatori, non sempre facili. «A me devi dire le cose in faccia - sottolinea -. Non l'hanno fatto tutti. Ho avuto problemi con chi mi ha detto una cosa e ha fatto altro. Con Mazzarri ho un ottimo rapporto. Il migliore allenatore che ho avuto prima forse è stato Fascetti, quando avevo 17 anni, per il resto avevo problemi con tutti. Capello? Penso di avergli fatto un'impressione negativa, ora non mi vuole più vedere...».
Al tifoso Fazio che gli chiede quando potrà rivedere uno Scudetto della Sampdoria, Cassano risponde con la solita chiarezza: «Penso che se il presidente mette la mano al taschino in 3-4 anni possiamo fare qualcosa, gliel'ho detto anche detto oggi al presidente. Io faccio qualche sacrificio e mi tolgo dei soldi dallo stipendio, e anche lui deve fare qualche sacrificio».
«Il calcio lo vedo a modo mio, secondo me all'estero si vive molto meglio, in Italia c'è troppa pressione - sottolinea il numero 99 della Samp -, ci sono troppe polemiche. Io lo vivo come all'estero, senza polemiche, divertendomi, anche esagerando, ma non troppo... Ho fatto tanti errori, ma il personaggio è questo, non posso cambiare dall'oggi al domani, ho fatto tanti errori e andrò avanti così...». «L'infanzia mi ha segnato molto, 17 anni di fame, 8 anni da milionario, ne mancano 9 per recuperare i 17... - prosegue -. Io ho avuto un dono dal Signore, so giocare al calcio, e sono riuscito a sfondare con la mia intelligenza, mi reputo molto intelligente. Il mio rapporto con Bari? È la mia città, ce l'ho nel mio cuore, ma per la mia maturazione è stato meglio andare via». Fazio gli chiede della sua esultanza con il calcio alla bandierina, e Cassano lancia una sfida per il derby di domenica prossima contro il Genoa: «Tra una settimana potrei tornare a prenderla a calci, la bandierina. Lo faccio nelle partite importanti...».

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