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Fantantonio

Cassano, sesso, cibo
e tre squadre nel cuore
Ma il Bari non c'è

«Ho tre squadre nel cuore: la Sampdoria, l'Inter di cui sono tifoso fin da ragazzo e il Parma per tutto quello che è successo. Il resto l’ho già dimenticato»

ROMA - «A 20 anni si può fare sesso tutti i giorni. E il sesso, con il cibo ed il calcio, sono le tre cose più importanti della vita». Ecco, riassunta in poche parole, la filosofia di Antonio Cassano, come egli stesso l’ha raccontata allo spagnolo 'As' in una delle sue rare interviste, in questo caso video. Una scoppiettante sequela di aneddoti che non risparmia nessuno.

«Con le donne ero un fenomeno - racconta l’attaccante oggi alla Sampdoria - Anche David Beckham, come Totti, era bello ma perfetto, troppo una brava persona. Era normale che il 100% delle ragazze volessero conoscere lui e non me, ma non era possibile perchè lui era sposato. Io, invece, spesso facevo il tonto...».

Il cibo, altro chiodo fisso: «Quando mangio pane, pasta, dolci, prosciutto sono felice. Ovviamente se mangi così ogni giorno sei un pazzo. Ed io a 20 anni ero pazzo. Ora non posso farlo». Quando arrivò al Real Madrid pesava «93 chili. Per un altezza di 1 e 75. Il mio peso ideale è 83. Per darvi un’idea, ho iniziato questa stagione alla Sampdoria con 95 chili». Ora è tornato ad 83, ma deve stare attento: «Posso ingrassare sette o otto chili in un mese. Nel marzo scorso, dopo una settimana in montagna da mio suocero, sono passato da 83 a 93 chili». 

Spazio anche al rapporto d’amore-odio con la Roma: «Da quando ero piccolo, avevo sempre voluto giocare con Totti. Ha fatto molti sacrifici, Francesco è una persona fantastica: ho vissuto sei mesi a casa sua quando ho firmato con la Roma». Una coppia affiatata sia in campo che fuori, finché... «io e Francesco abbiamo litigato per mancanza di rispetto e lui smise di parlarmi per due anni».

Le 'cassanatè non erano ancora un marchio di fabbrica, ma il talento barese, a 18 ani, ci stava già lavorando: «Alla vigilia di un 4-0 contro la Juventus, ho rubato le chiavi di Trigoria e sono tornato alle sei. Il giorno dopo, con quel 4-0 e con la mia doppietta, ho vissuto il giorno più bello».

Nel Real Madrid solo poche presenze, «ma fu colpa mia. Avevo addosso 10 chili di troppo. E poi c'erano i giocatori migliori del mondo: Ronaldo, Zidane, Raul... Non potevo dire di no al Real. Molta gente avrebbe pagato per giocarci».

"Ho tre squadre nel cuore: la Sampdoria, l'Inter di cui sono tifoso fin da ragazzo e il Parma per tutto quello che è successo. Il resto l’ho già dimenticato".

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Commenti all'articolo

  • sheridan

    13 Febbraio 2016 - 12:12

    E'solo un ingrato a non riconoscere la società che lo ha formato e lanciato,sconoscendo anche le sue radici native.Impeccabile!Baresi non potevano aspettarci altro, da questo individuo montato.E'vero i soldi danno alla testa.

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