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Martedì 17 Ottobre 2017 | 07:57

SporTube - Vedi Napoli e poi muori (di risate)

Youtube è una galleria di personaggi, più o meno celebri. Nella sezione sport se ne trovano innumerevoli, prevalentemente impegnati in gesti atletici. Ci sono casi, però, in cui la gara è soltanto un pretesto. Joetex, ad esempio, non è un giocatore (ma Maradona sì, lo era)
SporTube - Vedi Napoli e poi muori (di risate)
JoetexYoutube è una galleria di personaggi, più o meno celebri. Nella sezione sport se ne trovano innumerevoli, prevalentemente impegnati in gesti atletici. Ci sono casi, però, in cui la gara è soltanto un pretesto. Joetex, ad esempio, non è un giocatore. Si definisce «funzionario amministrativo e segretario di officina», ma probabilmente dà il meglio di sé come «video commentatore ironico sportivo». Legge molto «di teologia, cristologia, filosofia, storia», ma è innanzitutto «saggio osservatore». Guarda History Channel e Geografic Channel. Matrix lo appassiona fino a quando a condurlo è Enrico Mentana. L'approccio cambia se invece del nome di un programma televisivo è il soprannome di un calciatore dell'Inter (Materazzi). Perché Joetex è elemento di spicco della Brigata del Ciuccio azzurro. Insomma, tifa Napoli con i modi e i tempi di un cabarettista (in)volontario. Prima e dopo le partite i video autoprodotti sono tra i più cliccati. La teca è in continuo aggiornamento. Dà suggerimenti (clicca qui) per scommettere (tutto alla luce del sole, c'è niente di clandestino), commenta gli incontri dei partenopei (clicca qui) e sceglie spalla comica (annunciato l'esordio della signora Gisella: clicca qui) e palcoscenico. Allo stadio non va. Di solito la cornice è casa sua, anche se capita di andare in trasferta, ospite di amici o conoscenti (vedi in occasione di Napoli-Udinese: clicca qui).

Diego Armando MaradonaNAPOLI, MILLE COLORI - Napoli è città dalle mille sfaccettature. Fosse anche immersa nei rifiuti, comunque ne uscirebbero dal ventre fior di maschere e dalla bocca perle di saggezza. C'era infatti una volta un magrissimo Giampiero Galeazzi intento a intervistare Diego Armando Maradona sul terreno di gioco dello stadio di Cesena. Contemporaneamente, alle loro spalle, andava in onda uno degli spettacoli di marionette (in carne e ossa) più esilaranti della storia (clicca qui). Adesso (purtroppo?) il calcio è cambiato. Maradona c'è ancora (www.diegomaradona.com), ma il Diego Armando che scende in campo per una gara di campionato non è più il Pibe de oro argentino. È suo figlio italiano, che di tanto in tanto riesce a ripetere colpi degni del padre (gol in Agnone-Venafro: clicca qui). Quand'era bambino, tutti speravano ricalcasse le orme del genitore, cui assomiglia fisicamente come fossero due gocce d'acqua (clicca qui). Invece, non ne ha ereditato le doti calcistiche. In compenso, gli ha lasciato anche le sregolatezze, sebbene nel tempo si ricorderanno molto di più le gesta tecniche. Ancora oggi (e almeno fino alla prossima generazione) resisteranno le punizioni alla Maradona. Certo, mai come quella autentica e famosa che permise agli azzurri di battere la Juventus (clicca qui). Solo imitazioni, siano di sinistro e anche di destro (vedi, per tipologia, la battuta di Romano in un recente Barletta-Bitonto: clicca qui). Insomma, si rivedranno pure nei campetti di periferia, ma il marchio è indelebile: sempre esisterà, perché inarrivabile, la parabola de Dios. Nei secoli dei secoli.

G. Flavio Campanella

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