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Addio a Carlo Vittori allenò Pietro Mennea

Addio a Carlo Vittori allenò Pietro Mennea
ROMA - Lo sport e l’atletica italiana in lutto. E' morto, alla vigilia di Natale nella sua Ascoli Piceno, il professor Carlo Vittori. Maestro dello sprint tricolore, Vittori legò il proprio nome in particolare a quello di Pietro Mennea, formando con lui, in uno straordinario rapporto tra caratteri forti, mai domi, uno dei "binomi" tecnico-atleta più vincenti della storia dello sport italiano. Nato ad Ascoli Piceno il 10 marzo del 1931, si era affermato in gioventù come sprinter, arrivando a vestire la maglia azzurra per otto volte, tra il 1951 e il 1954 (nel 1952, anche la partecipazione ai Giochi di Helsinki); ma solo successivamente, a bordo pista, nel ruolo di allenatore, il professore contribuì a scrivere pagine memorabili per la velocità italiana.

L'approccio metodologico innovativo, il rigore applicativo, avevano bisogno di un interprete: il cerchio si chiuse all’inizio degli anni '70, quando Vittori prese in mano il talento di Pietro Mennea, elevandolo all’ennesima potenza sportiva - ricorda la Fidal -. Tanto crebbe Mennea sotto la guida di Vittori, tanto crebbe il prof nella sua conoscenza della materia, in un’evoluzione che rese entrambi pilastri di una vera e propria scuola italiana della velocità internazionalmente riconosciuta. Il lavoro con altri tecnici, tra cui spiccano sicuramente il compianto Plinio Castrucci (anche lui scomparso nel corso del 2015) ed Ennio Preatoni, diede vita al periodo di massimo fulgore della velocità italiana, a cavallo tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80".

"Un’età dell’oro idealmente culminata, al di là degli straordinari successi di Mennea (il primato mondiale dei 200 di Messico 1979, l’oro olimpico di Mosca 1980, solo per ricordare i due momenti più alti) nella medaglia d’argento mondiale della staffetta 4x100 a Helsinki 1983, con il quartetto azzurro (Tilli, Simionato, Pavoni, Mennea) incastrato tra Stati Uniti di Carl Lewis e le maglie rosse dell’Unione Sovietica, le due superpotenze, anche sportive, dell’epoca. Prodigo anche dal punto di vista letterario, decine di studenti-tecnici si sono formati sui testi firmati da Carlo Vittori, portando poi quella conoscenza, quella competenza, in tutto lo sport italiano (lo stesso Vittori, in una delle fasi della sua vita, si dedicò agli sport "altri", rimettendo in piedi, sportivamente parlando, per fare l’esempio più noto, un promettente ragazzo della primavera della Fiorentina reduce da un calvario chirurgico: Roberto Baggio).

L’atletica italiana che gli aveva conferito solo poche settimane fa la sua onorificenza più alta (la Quercia al merito di III grado) oggi si ritrova a piangerlo. Ai familiari, si stringono oggi tutti coloro che ne fanno parte". Oggi i funerali del professor Carlo Vittori presso la Chiesa di Sant'Angelo Magno ad Ascoli Piceno.

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