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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 02:50

Il Bari spreca troppo Brescia va sotto poi firma il «ribaltone» Nicola: «Assurdo perdere così»

di FABRIZIO NITTI
Il Bari spreca troppo Brescia va sotto poi firma il «ribaltone»  Nicola: «Assurdo perdere così»
di FABRIZIO NITTI

BARI - Il Natale porta in dono la prima sconfitta interna del campionato, dieci mesi dopo l'ultima volta, quando a sbancare il San Nicola fu il Vicenza. Questa volta tocca al Brescia fare festa, interrompere la lunga serie di vittorie , ben quattro, e regalare ai biancorossi e ai suoi tifosi una bruciante delusione. La morale è semplice: se non fai gol, se non «ammazzi» l’avver - sario quando c’è l’occasione, paghi pegno duramente. Classifica che subisce ovviamente uno scossone in negativo, praticamente tutte guadagnano punti sul Bari.

E mentre il Crotone capolista allunga di un punto, il colpo del Brescia e la vittoria del Pescara mettono pressione a Nicola e ai suoi uomini, appena un punto in più di lombardi e bresciani, quinti. E domenica a Trapani, campo scivoloso e siciliani ringalluzziti dal pareggio strappato proprio a Crotone. Probabilmente il Bari perde dopo aver disputato la partita più viva al San Nicola, pur se il Brescia alla lunga non ruba nulla e, a campo ormai aperto e con un Bari disordinatamente alla ricerca del pari, avrebbe potuto chiudere con un vantaggio più largo.

D'altro canto, chi è causa del suo mal pianga se stesso. I biancorossi per due volte, clamorose e sempre con Boateng, falliscono la palla del match, consentendo al Brescia di restare in partita e di recuperare energie mentali decisive, gettate in campo in maniera più decisa quando il Bari esce quasi di scena, cioé dopo un'ora di gioco. Un calcio di rigore generoso, contatto fra Sabelli e Marsura, un gol figlio di una scivolata fuori programma di Di Cesare in area di rigore, firmano il ribaltone bresciano e consegnano al Bari la seconda sconfitta di fila, dopo quella di Cagliari. Un’occasione persa, sulla quale bisognerà comunque riflettere.

Bella quanto inutile la rete di Rada che ha illuso i biancorossi e sposta subito il match sulla corsia preferita dal Bari, cioé lo sfruttamento degli spazi. Nicola sceglie il 4-2-3-1, modulo speculare al Brescia, e rimescola la squadra rispetto a Cagliari. Ben cinque le novità rispetto ai titolari «sardi»: dentro Donkor con Sabelli a sinistra, Romizi (Gentsoglou infortunato), Rada (turno di riposo a Di Cesare), Boateng (Rosina in panchina), Sansone (Pçorcari fuori), ma Bari che questa volta... comincia dall’inizio. Squadra corta e decisione, Brescia che fa fatica e subisce il buon ritmo. Il secondo calcio d’angolo porta il vantaggio, bella la parabola di Romizi, tempestivo e violento lo stacco di Rada. Il Bari c’è, può raddoppiare in almeno tre circostanze: con Maniero, con palla che sfila via anche al portiere e termina sul fondo; con lo stesso attaccante campano di testa (palla fuori); con Boateng, tutto solo davanti a Minelli, «colpito» sul piede dal barese. Errori che poi si pagheranno a peso d’oro.

Del Brescia poche tracce, se non la capacità di non perdere la testa. Il minimo vantaggio al termine della prima frazione non sembra fotografare esattamente l’andamento della sfida. Nella ripresa bagliori di Brescia, ma altra palla gol fallita da Boateng al quarto d’ora circa: perdita di tempo nell’aggredire la palla, tiro facilmente ribattuto dal portiere ospite. Il Bari si esaurisce quando Sansone toglie dalla testa di Maniero la palla del raddoppio. Si annebbiano le idee e il Brescia si rianima, anche grazie all’ingresso in avvio di secondo tempo di H’Maidat. Gol annullato a Embalo per fuorigioco di Coly, calcio di rigore guadagnato per fallo di Sabelli su Marsura e gol di Caracciolo, sorpasso nel giro di dieci minuti operato da Geijo. E’ il colpo di grazia. Il Bari non trova più forze e idee per rimettere in piedi la partita. E il Brescia sfiora per altre due-tre volte il tris in contropiede. Imparare la lezione e mettere a reddito. Persa una battaglia, la «guerra» è lunga.

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