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Il Bari perde a Modena (1-2)

Il Bari perde a Modena (1-2)
di FABRIZIO NITTI
MODENA - Semaforo rosso sulla via Emilia. La disperazione del Modena e il «solito» Bari che regala un tempo agli avversari prima di rimettersi in carreggiata e provare a recuperare. I biancorossi fermano la loro «folle» rincorsa dopo otto risultati utili consecutivi, rimediando la terza sconfitta in campionato dopo quelle di Crotone e Terni. Sconfitta che fa rabbia e brucia, ma che forse è la continuazione del pareggio sul campo del Como, conquistato in rimonta e dopo un altro primo tempo gentilmente concesso ai lariani. E dell’andamento lento dei primi 45’ contro l’Ascoli. Vero, il Bari avrebbe potuto anche pareggiare, pur se la vittoria modenese è meritata nella sofferenza finale. Ma resta un dato di fatto, e cioé un’occasione sprecata sul campo di un avversario ampiamente alla portata.

Venti minuti in balia delle onde gialloblù, sballottati come navi in una tempesta, venti minuti che hanno poi condizionato il resto del match e dunque il risultato. Incredibile, ma vero. In campo la brutta copia del Bari e, probabilmente, il miglior Modena della stagione, tanto da meravigliare perfino i più ottimisti tifosi emiliani. Il Bari semplicemente non c’è e il calo è ovviamente mentale, dato che siamo in avvio di partita e non alla fine. Molle, impreciso, svagato, sempre in ritardo sul pallone. Forse convinti di ritrovarsi di fronte un avversario in disarmo, i biancorossi ciccano clamorosamente il famoso approccio alla partita spianando la strada a un Modena incredulo, deciso, cattivo, tosto.

Il Bari va subito in sofferenza davanti al pressing esasperato, alto dei modenesi, capaci di far «uscire» le due mezze ali anche sui centrali difensivi biancorossi pur di non dare campo e guadagnarne allo stesso tempo. I «canarini» giocano per Crespo, tecnico in bilico. Il Bari, invece, non capisce in quale centrifuga sia finito. E in poco più di unn quarto d’ora becca due gol, frutto della superiorità emiliana, evidente soprattutto sulla fascia destra barese.

Alla terza situazione pericolosa nel giro di soli quattro minuti (tiro di Galloppa prima, chiusura affannosa di Di Cesare poi), ecco sgorgare il vantaggio emiliano con un piattone di Nardini tutto solo al limite dell’area (chi avrebbe dovuto coprire il semicerchio dell’area?) a raccogliere lo schema da calcio d’angolo.

Il Bari fa fatica a venir fuori dalla morsa, vacilla e va sotto ancora dopo dodici minuti: è il 16 quando Granoche rompe il digiuno (ma proprio contro il Bari?) e fredda Guarna sotto porta, raccogliendo, ancora una volta, uno schema da corner. Bari non pervenuto e vicino a cadere di nuovo quando Luppi si presenta tutto solo davanti a Guarna e finisce giù nel contatto con Sabelli. Niente rigore e Bari in vita. Ma non ancora vivo. Il primo sussulto in un primo tempo che sottolinea grandi difficoltà in fase offensiva, lo firma Valiani, gran tiro deviato in corner alla mezz’ora. Troppo poco.

La partita «vira» nella ripresa, dopo un palo colpito da Luppi che avrebbe potuto chiudere la contesa e l’ingresso di Sansone e Boateng per Porcari e De Luca, entrambi fuori dal match. Nicola ridisegna la squadra passando dal 4-3-3 iniziale a una trazione anteriore sfacciata (4-2-4). Migliora la pressione e di conseguenza la produzione offensiva. La bomba di Sansone su punizione (23’) riapre la partita. Il Bari sale di tono, la reazione è evidente quanto l’assenza dei primi venti minuti. Diventa quasi un assalto, più nervoso che lucido, al quale il Modena comunque regge cercando il contropiede. Sansone ancora su punizione (palla messa in corner da Provedel), Petropoulos da dentro l’area (deviazione di Marzorati), Rosina su punizione (altra parata volante) provano a riequilibrare il risultato.

Ma non va, la palla danza spesso nei sedici metri emiliani senza incocciare la zampata giusta (Maniero dove sei?). Il Bari fallisce il sorpasso a Cagliari e Crotone (in campo oggi) e «sente» il Novara alle spalle. Sarà una lunga e dura battaglia.

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