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Domenica 24 Settembre 2017 | 16:14

Calcio - Cassano: «Voglio rimanere alla Samp»

Il barese: «Qui hanno creduto in me dall'inizio quando tutti pensavano che fossi un giocatore fintio. A Genova sto benissimo e credo si possa costruire qualcosa di importante. Il club ligure è pronto a un sacrificio: «Per lui i nostri azionisti potranno fare uno strappo alla regola»
Calcio - Cassano: «Voglio rimanere alla Samp»
GENOVA - L'ultima conferenza stampa di Antonio Cassano risaliva a cinque mesi fa, nel giorno della presentazione alla Sampdoria. Dal 14 agosto scorso a oggi molte cose sono cambiate e ora Fantantonio si ripresenta davanti ai giornalisti per confermare la sua volontà di rimanere in blucerchiato. «L'unico problema - racconta il talento barese - sono stati i guai alla coscia, altrimenti sarei già a quota sei, sette gol. Il bilancio resta comunque buono, come quello della squadra, anche se dobbiamo migliorare ancora un pò lontano da casa. Sono davvero contento di essere qui e spero di rimanerci a lungo, sogno di lottare per qualcosa di ambizioso e di grande. La società mi è stata di grande aiuto in un momento difficile, recuperandomi come uomo. Marotta ha avuto fiducia in me e non posso che ringraziarlo. Ora la patata bollente è nelle sue mani...». L'amministratore delegato della società blucerchiata ha confermato che «per lui i nostri azionisti potranno fare uno strappo alla regola, è un'occasione da non lasciarci sfuggire».
Per tenere Cassano la Sampdoria dovrà infatti versare 5,5 milioni di euro nelle casse del Real Madrid entro la metà di giugno. Un'operazione fattibile, secondo quanto sottolineato dall'ad Marotta, per il quale lo scoglio principale è rappresentato dall'ingaggio del giocatore (4,5 milioni di euro netti all'anno). La Samp sta studiando alcune soluzioni a livello di marketing e sponsorizzazioni per colmare il gap, rispetto al salary cap imposto dal presidente Garrone. «Lui per me è come un padre - commenta Cassano - e mi telefona anche per sapere se sono... ingrassato di un etto. Mi dice sempre le cose giuste al momento giusto. E lo stesso vale per il tecnico Mazzarri: da fuori mi sembrava duro e distaccato, invece mi ha dato fiducia, responsabilità, voglia di allenarmi e giocare».
A far scattare la molla, però, è stato il rapporto con i tifosi blucerchiati. Cassano confessa: «Con la Fiorentina dopo la sceneggiata non ho toccato palla per mezz'ora e loro hanno continuato ad applaudirmi e incitarmi. Quella notte non ho dormito. Alla Sampdoria è impossibile avere problemi. Significa che ci sanno fare perché casini ne ho avuti in mezzo mondo».
Oltre che di restare alla Samp, il barese sogna di riconquistare la Nazionale: «Donadoni spende sempre belle parole su di me, come faccio io con lui. Sia che vada agli Europei sia che resti a casa, il rapporto umano che abbiamo non verrà intaccato. Io da adesso in poi spero di stare bene fisicamente e poi vedremo».
Infine, una previsione sul campionato e una battuta delle sue. «La lotta per lo scudetto è finita - dice Cassano - anche se la Roma è lì. Mancini ha 25-30 campioni e chi mette mette e... vince. Chi ha un progetto serio è sulla buona strada, penso alla Juventus, ma per arrivare ai livelli dell'Inter ci vuole tempo. Noi non siamo distanti da Fiorentina o Udinese. Un altro Cassano? Uno come me, testa compresa, non credo proprio che esista. Nel mondo Messi è un gradino sopra agli altri, ma in Italia c'è Cassano e basta».

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