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Martedì 17 Ottobre 2017 | 17:09

Rosina tiene su il Bari «Cesena, sfida gustosa» Il posticipo alle ore 20,30 Nicola: sfida gratificante

Rosina tiene su il Bari «Cesena, sfida gustosa» Il posticipo alle ore 20,30 Nicola: sfida gratificante
di ANTONELLO RAIMONDO

BARI - Alessandro Rosina, la qualità al potere. Non è ancora quello che a volte faceva la differenza in serie A ma uno come lui trova quasi sempre il modo di essere utile e funzionale alla squadra. «Ovvio che c’è grande attesa per questa partita - dice l’attaccante ex Torino e Siena - si tratta di una sfida al vertice visto che si sfidano la terza e la quarta in classifica. Per me Cesena non è una tappa qualsiasi visto che in Romagna ha vissuto una pur piccola parentesi della mia carriera. Ho giocato lì per cinque mesi, sono arrivato a fine gennaio 2011 e ho fatto in tempo a conquistare copn la maglia bianconera una bellissima salvezza in serie A».

Rosina accetta volentieri di parlare della sua esperienza con la maglia dello Zenit di San Pietroburgo visto che a Cesena arrivò direttamente dalla Russia. «Non sono scappato da lì perché avevo voglia dell’Italia - dice il mancino biancorosso - anzi quando mi si è prospettata la possibilità di un’esperienza all’estero l’ho accettata con grandissimo entusiasmo. In paesi diversi hai la possibilità di scoprire mondi nuovi. In Russia, per esempio, è tutto diverso. Poi, però, quando mi si è prospettata la possibilità di tornare in Italia ho pensato che fosse giusto così. Ma questo non significa che avessi bocciato la possibilità di confrontarmi in un campionato diverso dal nostro».

Tornando al Cesena, che al «Manuzzi» ha costruito una classifica luccicante. «E sì, i numeri dicono che loro in casa sono fortissimi, non hanno sbagliato un colpo - aggiunge Rosina, che quasi certamente sarà impiegato da Nicola nell’undici titolare - ma noi abbiamo voglia di dare ulteriore continuità al nostro cammino. Finora in trasferta non sempre ci è andata bene e nessuno ha dimenticato i capitomboli a Crotone e Terni. C’è grande voglia di far bene, ci stiamo preparando con grande attenzione. Sappiamo di che pasta siamo fatti e siamo convinti di poter fare valere la nostra organizzazione di gioco. Il campo sintetico? Non penso possa incidere sullo sviluppo della partita e della nostra prestazione. L’erba sintetica di Cesena è la migliore che c’è in giro. Molto vicina a quella naturale. Ci ho giocato più di una volta e non ho mai incontrato particolari difficoltà».

Lo zoom sulla complessità del campionato di serie B. «È un torneo lungo e difficile - l’opinione di Rosina - dove spesso a fare la differenza è la continuità. Io credo che prima di marzo non sarà possibile farsi un’idea precisa dei veri valori in campo. Il Cesena è una squadra che finora ha mostrato molto equilibrio. Fortissimo in casa, meno in trasferta ma comunque costante sul piano dei risultati. Al contrario del Bari che è stato più altalenante. Loro hanno puntato su alcuni giovani molto bravi mentre noi puntiamo più sull’esperienza vista la presenza di calciatori un po’ datati».

L’interminabile querelle sul Bari che non convince sul piano del gioco e della capacità realizzativa. «Possiamo fare meglio, certo, magari cercando di portare più uomini nell’area di rigore avversaria - spiega l’attaccante - ma non credo che si possa valutare il tutto guardando solo il numero di gol segnati. Il Cesena ne ha fatti molti più di noi eppure è avanti un solo punto. E altre squadre che hanno segnato più del Bari oggi ci stanno dietro. Capisco l’esigenza del tifoso che vorrebbe vincere e divertirsi. Nel calcio non funziona così e a volte bisogna accontentarsi di un 1-0 bruttino. Io firmerei per arrivare fino a fine anno giocando così pur di essere in alto. E fa niente se mi toccasse prendere qualche insufficienza nelle pagelle».

Si torna a parlare dello sfogo del presidente Paparesta dopo la vittoria contro la Salernitana. Stimoli o pressioni in più? «Assolutamente stimoli - dice con tono convinto Rosina - normale che lui auspichi un miglioramento della squadra. Le sue parole non sono affatto un problema perché lui vuole il bene della squadra. Sta a noi ora andare avanti così sul piano dei risultati».

Ma nel Bari chi parla la stessa «lingua» di Rosina? «Ce n’è più d’uno - si affretta a chiarire - e uno è De Luca. Dopo la partita con la Salernitana mi sono permesso di parlargli un po’. Giochiamo nello stesso ruolo e anche io ho avuto gli stessi limiti che lui ha oggi. Deve avere meno pause, a volte si estranea dal gioco e questo non deve accadere. Deve essere più continuo in modo da poter far valere più spesso le sue potenzialità. È giovane e può diventare davvero forte, magari se cambia il colore dei capelli».

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