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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 13:04

Bari, il bunker San Nicola e l’ultima mezz’ora di fuoco

Bari, il bunker San Nicola e l’ultima mezz’ora di fuoco
di Davide Lattanzi

BARI - Un grande cuore per costruire una classifica da sogno. Magari non piacerà sul piano del gioco, il Bari di Davide Nicola. Eppure tra qualche mugugno dei tifosi che gradirebbero uno spettacolo più divertente e le preoccupazioni espresse dal presidente Gianluca Paparesta al termine della sofferta vittoria sulla Salernitana, i biancorossi sono saliti sul podio della B.I risultati avvenuti ieri nel dodicesimo turno cadetto, hanno impreziosito il successo colto dai galletti sui campani. Il Cesena è caduto a Latina, il Livorno a Vercelli, il Pescara è stato battuto in casa dalla Ternana, lo Spezia travolto a Trapani. Morale della favola, i pugliesi attualmente si ritrovano al terzo posto ad un solo punto dal Cesena (secondo) ed a quattro lunghezze dalla capolista Cagliari, l’unica vittoriosa (2-1 sul Modena) delle big designate alla vigilia del torneo. Soltanto il Crotone potrebbe raggiungere o superare Contini e compagni, se pareggerà o batterà l’Avellino nel posticipo di domani sera.

Una cosa, intanto, è certa: il Bari ha prenotato la copertina del prossimo turno. Il confronto di domenica prossima alle 20,30 a Cesena sarà il big match per eccellenza della 13esima di B. Una vetrina assoluta, considerando che la serie A sarà ferma a causa dei playoff di qualificazione all’Europeo 2016. Ed è facile intuire che se alla truppa di Nicola riuscisse un blitz in Romagna, il segnale lanciato al campionato sarebbe di quelli inequivocabili.

È vero: resta doveroso auspicare un miglioramento dei pugliesi sul piano della manovra, della fluidità, della brillantezza. Tuttavia, non va trascurata una dote che in questa squadra sta diventando una costante: il carattere. Il Bari, eccezion fatta per le «imbarcate» di Crotone e Terni, ha dimostrato una determinazione incrollabile e la ferrea voglia di crederci fino all’ultimo istante. Non a caso, i biancorossi sono la formazione in B ad aver capitalizzato al meglio il rush finale dei secondi 45’ conquistando ben 12 punti a ridosso dell’ultima mezzora di partita. Un bottino davvero impressionante così suddiviso: tre punti con lo Spezia (da 2-3 a 4-3), due con l’Avellino (da 1-1 a 2-1), tre con il Latina (da 0-1 a 2-1), due a Vercelli (da 0-0 a 0-1), uno con il Novara (da 0-1 a 1-1), due con la Salernitana (da 1-1 a 2-1).

Una magica striscia temporale che va dal minuto 57 (il primo dei due gol di Maniero allo Spezia) al 93’, ovvero l’autorete di Faraoni per raggiungere il Novara. Un’inversione di tendenza radicale rispetto allo scorso anno, quando i galletti si ritrovavano pressoché spacciati una volta passati in svantaggio. Basti pensare che nel 2014-15, la squadra guidata prima da Mangia e poi da Nicola ha raggiunto l’avversario soltanto in cinque occasioni acciuffando il pareggio (in casa con Pescara, Catania, Crotone e Bologna ed in trasferta soltanto a Lanciano), mentre non è mai riuscita a ribaltare, nell’intero arco del campionato, una sfida cominciata male.

L’altro dato da sottolineare è il rendimento interno. Al San Nicola (che contro i campani ha registrato il record stagionale di presenze con 27.278 spettatori), il complesso presieduto da Gianluca Paparesta ha raccolto 15 punti su 21 disponibili, per quattro vittorie e tre pareggi. L’imbattibilità interna regge addirittura dallo scorso febbraio: l’ultima a violare l’astronave di Renzo Piano fu il Vicenza. I numeri, in definitiva, sono decisamente positivi. In attesa di un pieno decollo sotto il profilo squisitamente spettacolare, il conforto delle statistiche deve indurre all’ottimismo.

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