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Sabato 23 Settembre 2017 | 02:27

Il Bari espugna Vercelli ed è quarto in classifica

Il Bari espugna Vercelli ed è quarto in classifica
dal nostro inviato - FABRIZIO NITTI
VERCELLI
- Missione compiuta. Ci pensa il difensore rumeno Rada, con un guizzo da attaccante puro in piena area di rigore in avvio di ripresa, a riportare il sorriso in casa biancorossa. C’è stata, dunque, l’attesa reazione dopo il passo falso di Terni e il pareggio interno di sabato scorso contro l’Entella. Più fluida la classifica, con il Bari che recupera punti a Crotone, Cagliari, Livorno e Spezia.

Seconda vittoria esterna della stagione, tre punti pesantissimi dopo le mille polemiche dei giorni scorsi. Il Bari tira fuori gli artigli nel momento forse più difficile di questo avvio di campionato e si rilancia nella corsa promozione. La vetta è lontana tre soli punti, ma è chiaro che servirà continuità per coltivare sogni di grandezza.

Questa volta la rivoluzione «nicolaiana» funziona. Il tecnico biancorosso gioca a «rischiatutto» e stravolge la formazione rispetto all’ultima partita. Sei giocatori nuovi, quasi sette considerando il «trasloco» di Sabelli dalla corsia di destra a quella di sinistra. Rischio nel rischio, due reparti completamente rinnovati. Sia i componenti della linea difensiva che di centrocampo non avevano mai giocato assieme in una partita di campionato prima della trasferta piemontese. Il coraggio di Nicola è stato premiato. Ma è anche la conferma della rosa ricca e variegata che Paparesta ha messo a disposizione dell’allenatore per conquistare la serie A. Se dovessimo limitarci alla sfida di Vercelli, Donkor, lo stesso Puscas subentrato a Maniero, e Di Noia, tutto sembrano tranne che rincalzi. Intanto, i biancorossi non prendono da due giornate e questo è un ottimo segnale.

Dentro, dunque, Donkor, Rada, Defendi, Donati, Di Noia e Sansone a rilevare Del Grosso, Contini, Porcari, Valiani, Rosina, Romizi (Boateng in tribuna per problemi al tendine rotuleo). Il Bari non è stata una gioiosa macchina da gioco, anzi a tratti nel corso del primo tempo ha denunciato la solita lentezza e prevedibilità in fase di impostazione. Ma la squadra è stata sempre «presente», perennemente concentrata, cattiva come si conviene su campi di questo genere. Qui, è bene ricordarlo, ci lasciarono le penne sia Torrente che Mangia. Da qui, invece, devono ripartire Nicola e la squadra nel loro percorso di consapevolezza. Questo Bari può e deve fare ancora meglio.

Primo tempo di assestamento e non poteva essere altrimenti visto il ribaltone nella formazione. Il Bari va a strappi, soffre la vivacità piemontese e rischia di finire sotto nel punteggio almeno in un paio di nitide circostanze. Soffre, ma regge; sbuffa, ma resiste. Buon per i baresi che Emmanuello e Di Roberto si scoprano egoisti in due clamorose occasioni, calciando addosso a Guarna anziché mettere sui piedi di Marchi prima e Gatto poi, entrambi faccia alla porta praticamente impossibile da mancare. E ancora meglio è girata poco dopo la mezz’ora, quando lo spaesato Sabelli si lascia beffare da un lancio lunghisismo di Coly e il pallonetto di Gatto (è bastato un pallone lungo per far saltare la linea difensiva, così non va) si è stampato contro la traversa con il portiere barese battuto. Del Bari un’unica traccia, il fendente di Defendi che attraversa l’area piccola senza tovare l’impatto di Maniero o De Luca.

Meglio nella ripresa, soprattutto dopo il gol di Rada (punizione di Defendi, torre di De Luca, tap in di Rada). La rete compatta il Bari e spegne lentamente la Pro Vercelli. Il Bari controlla, Guarna in sostanza non interviene mai. Neanche i quattro attaccanti schierati da Foscarini scuotono i biancorossi. Che, anzi, sfiorano il raddoppio con Puscas e Rosina (Pigliacelli devia, palla sullatraversa). Bene così, avanti tutta. Mirino sul Novara.


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Foto A. Scuro

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