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Giovedì 21 Settembre 2017 | 14:19

Bari calcio e soldi da Infront si muove la procura federale Lo spettro penalizzazione

Bari calcio e soldi da Infront si muove la procura federale Lo spettro penalizzazione
MILANO - Anche La procura federale vuol vederci chiaro nella vicenda dell'accusa mossa al patron del Bari calcio, Gianluca Paparesta, sui presunti rapporti con Infront e Claudio Lotito per un finanziamento al club di circa mezzo milione di euro, circostanza che avrebbe comportato per l'ex fischietto barese l'iscrizione nel registro degli indagati a Milano per ostacolo all'attività di vigilanza della Covisoc. Si tratta, è bene ricordare, di un rivolo dell'inchiesta che vede sotto accusa il colosso Infront per la gestione dei diritti tv coinvolgendo anche Rti Mediaset e altri club, tra cui il Genoa di Preziosi. L'iniziativa della procura della Federcalcio potrebbe portare a un deferimento e, in tal caso, anche la squadra potrebbe incorrere una penalizzazione. Ipotesi, allo stato, lontana poichè gli ispettori inviati da Palazzi hanno chiesto gli atti alla procura di Milano ma non è detto che, stante l'indagine in corso coperta da segreto, possano essere rilasciati soprattutto in una fase così delicata dell'inchiesta.

Venerdì scorso - contestualmente all'arresto di un fiscalista svizzero regista di alcune oeprazioni finanziarie di Infront - la sede del club biancorosso (lo stadio San Nicola) sede è stata «visitata» dai militari della Guardia di Finanza per acquisire uno dei contratti oggetto di interesse da parte dei magistrati milanesi. Si tratta di quello stipulato con il (presunto) secondo sponsor di maglia, dell'importo di 460mila euro, per i quali Infront ha girato il corrispettivo alla società biancorossa a fronte di nulla di concreto. In base alla ricostruzione degli investigatori, infatti, a maggio scorso - a qualche giorno dalla scadenza del pagamento degli stipendi al Bari - Infront effettua un bonifico alla Bpp di 460mila euro per l’acquisto del secondo sponsor di maglia-stagione 2015-2016. In 12 ore i soldi sarebbero stati spesi per il pagamento degli stipendi. Il problema è che Infront a oggi quello spazio non lo ha ancora venduto, tanto è vero che il Bari autonomamente lo ha ceduto a Balkan Express, con l’accordo di prelazione a favore di Infront. Insomma, al momento Infront ha dato 460mila euro per niente.

Secondo l'ipotesi accusatoria, così facendo, la società di Paparesta avrebbe ostacolato i controlli della Covisoc, la commissione per la vigilanza e il controllo delle società di calcio professionistiche, rappresentando di fatto una situazione di bilancio non rispettosa dell'efefttivo stato di salute finanziario della società che avrebbe fatto ricorso all'aiuto di Infront, a tal punto da farsi finanziare una sponsorizzazione che non c'è. Il punto è che, senza quei soldi, il Bari non si sarebbe potuto iscrivere al campionato - difettando i requisiti di solidità richiesti. 

Sul punto, va detto che in una nota diffusa dalla società è stata manifestata la massima trasparenza dell'operazione avvenuta su conti correnti italiani (ma originata estero su estero secondo i pm milanesi che hanno fatto arrestare proprio venerdì un fiscalista svizzero nell'ambito dell'indagine madre) , mentre sul contratto di sponsorizzazione ha evidenziato il  costo assolutamente proporzionato ai prezzi di mercato. Football club ha ribadito altresì la sua estraneità a ogni ipotesi penalmente rilevante precisando che «risulterebbe attenzionata, esclusivamente per un’ipotesi prevista e punita dal codice civile». Ricostruzione non proprio corretta visto che i «reati» societari sono contemplati dal codice civile, ma restano pur sempre reati, come ad esempio dall'art. 2638 del codice civile (ostacolo alla vigilanza) che prevede la reclusione da uno a quattro anni. 

Nei mesi scorsi, un'altra inchiesta della procura di Bari - avente per oggetto però la procedura di asta con la quale Paparesta si è aggiudicato l'asta del Bari calcio nel maggio 2014, grazie anche alle somme versate da Infront per l'acquisto dei diritti audiovisivi e di archivio del club biancorosso - si è conclusa con l'archiviazione del procedimento da parte della stessa procura.

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