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«Masiello ci paghi i danni» I tifosi sono pronti al ricorso

«Masiello ci paghi i danni» I tifosi sono pronti al ricorso
di Giovanni Longo

BARI - Andrea Masiello paghi i danni. A chiederlo a gran voce i tifosi del Bari. C’è chi si mobilita per passare dalle parole all’azione. Dai proclami ai fatti. Le ferite lasciate dal «calcioscommesse» non si sono rimarginate. La passione tradita - dicono - va risarcita. Chi non si è costituito parte civile nei processi penali è pronto a recuperare il terreno perduto con ricorsi e carte bollate.L’appuntamento è per questa mattina. Dalle 10 alle 13 nella sede dell’associazione «La Bari siamo Noi», in via Alberotanza. Gli avvocati Luca Maggi, Alberto Pirrò e Vito Belviso, dopo avere studiato la questione in termini giuridici, stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli. L’ex difensore del Bari, oggi di nuovo in campo, in serie A, con l’Atalanta, dopo avere patteggiato la pena per frode sportiva in relazione ad alcune partite, sarà chiamato in giudizio in sede civile dai suoi ex sostenitori.

Una sentenza in particolare, quella sul derby Bari-Lecce, aveva spiegato perché i tifosi, parte civile, oltre a Figc e Consumatori, dovevano essere risarciti. Forse per la prima volta in Italia era stata analizzata sul piano giuridico una combine vista dai tifosi. «Non si trattava di una partita qualsiasi - scriveva il giudice nelle motivazioni - bensì del derby, quella più attesa e sentita dell’intera stagione calcistica». Una circostanza che per il giudice «rende immediatamente apprezzabile come la sofferenza nell’apprendere che la partita era stata “truccata” sia stata ben più grave e profonda di quanto avrebbe potuto esserlo in relazione a qualsiasi incontro di calcio della propria squadra del cuore».

I tifosi baresi e leccesi avevano documentato il «patimento» e la «sofferenza» nell’avere in qualche modo «smarrito i propri valori sportivi e mutato in senso peggiorativo le proprie abitudini di vita». Delusione, perdita di fiducia nella correttezza delle partite di calcio e nella lealtà dei calciatori, perdita di interesse e desiderio di coltivare il proprio hobby di seguire la squadra del cuore dal vivo, anche in trasferta sono i beni violati. Di qui il risarcimento con 400 euro, pari a 10 volte il prezzo medio del biglietto per quella partita. Non una sentenza isolata. Nel processo concluso nei giorni scorsi sulla presunte combine relative alle partite Bari-Sampdoria e Palermo-Bari, è stata riconosciuta una provvisionale di 400 euro all’Associaizone «Bari in testa», cui aderiscono circa 20 sostenitori biancorossi. La somma sarà devoluta alla piccola rimasta orfana a soli sei anni, protagonista nei mesi scorsi, suo malgrado di un tragico fatto di cronaca.

«Le curve, in particolare quella barese - spiega l’avvocato Maggi che assiste l’associazione - sono da sempre solidali, ma questa è la prima volta che un gesto nobile sarà realizzato a spese di chi ha tradito una passione». E adesso i tifosi tornano alla carica, contro Masiello, in sede civile.

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