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Martedì 24 Ottobre 2017 | 08:02

Processo ad ultrà del Taranto: insulti al giudice

Claudio Morabito, figlio di un poliziotto in servizio alla Questura, ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato, ma è scattata la protesta quando è stata respinta la richiesta di scarcerazione. Il pm è stato costretto ad uscire dall'aula da una porta secondaria
TARANTO - Insulti all'indirizzo del giudice, il pm costretto ad uscire da una porta secondaria e alcuni avvocati trattenuti in aula per qualche minuto per motivi di sicurezza. È accaduto tutto oggi pomeriggio nell'aula del Palazzo di giustizia di Taranto in cui si celebrava il processo a uno dei nove ultras della squadra di calcio del Taranto arrestati per gli incidenti allo stadio durante la gara Taranto-Massese (C/1, girone B) dell'11 novembre scorso.
Il processo era a Claudio Morabito, di 27 anni, figlio di un poliziotto in servizio alla Questura di Taranto. Morabito, che doveva essere processato con rito ordinario, ha chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato, come gli altri otto ultras arrestati per gli stessi incidenti. Ma quando il giudice monocratico Francesco Cacucci ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dal difensore dell'imputato, è scattata la protesta. Dall'area riservata al pubblico, in cui c'erano circa 30 persone, sono partiti insulti al giudice e invettive contro gli agenti della Digos. Il pm Alessio Coccioli è stato costretto ad uscire dall'aula da una porta secondaria e alcuni avvocati hanno dovuto attendere prima di poter lasciare l'aula. L'udienza è stata aggiornata al 17 dicembre.
Per quanto si è appreso, almeno quattro persone sono state identificate e ora rischiano la denuncia in stato di libertà per oltraggio a pubblico ufficiale.

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