Cerca

Venerdì 22 Settembre 2017 | 21:04

L'Unione Europea vuol dare un calcio alla violenza negli stadi

Franco Frattini, responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza: «I tifosi a rischio sfruttano le differenze tra i sistemi di polizia e giudiziari». Il presidente dell'Uefa Michel Platini: «Ho lanciato l'idea di una polizia europea per lo sport. La mia idea ha preso piede»
BRUXELLES (BELGIO) - La Commissione europea, insieme alla presidenza portoghese del Consiglio e al Parlamento europeo e in associazione con la UEFA, tiene in questi giorni (il 28 e il 29 novembre 2007) una conferenza ad alto livello dal titolo "Verso una strategia dell`Unione europea contro la violenza nello sport". Tra i partecipanti figurano il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini, il commissario europeo Ján Figel', rappresentanti di alto livello degli Stati membri, membri del Parlamento europeo, il Segretario generale aggiunto del Consiglio d`Europa e il presidente della UEFA, Michel Platini.
Il piano d`azione per lo sport della Commissione, intitolato 'Pierre de Coubertin' in onore del francese che ha fondato il Comitato olimpico internazionale, è stato adottato nell`estate del 2007 come parte integrante del Libro bianco della Commissione sullo sport. La conferenza ad alto livello è una delle prime azioni previste dal piano.
Il vicepresidente Franco Frattini, commissario responsabile del portafoglio Giustizia, libertà e sicurezza, spiega così il significato della manifestazione: «La violenza nello sport è chiaramente distruttiva e controproduttiva. Dobbiamo intensificare gli sforzi per prevenire la violenza, in particolare perché i tifosi a rischio possono sfruttare - e sfruttano - le differenze esistenti tra i sistemi di polizia e giudiziari e tra i dispositivi per la sicurezza negli stadi. Ma nessun paese può trovare da solo le soluzioni migliori per affrontare il teppismo e la violenza nello sport. La Commissione europea ha un ruolo cruciale da svolgere: può favorire il coinvolgimento attivo dei servizi incaricati dell`applicazione della legge, delle autorità giudiziarie, delle federazioni sportive, delle organizzazioni di tifosi e di altre parti interessate, in modo che finalmente tutti possano fruire serenamente degli eventi sportivi».
Ján Figel', il commissario europeo per l`istruzione, la formazione, la cultura e la gioventù, le cui competenze si estendono anche allo sport, ha aggiunto: «Lo sport è un`attività benefica per la nostra salute, ma ha anche un importante ruolo sociale ed economico, poiché può rafforzare i legami nell`ambito della società e agire come catalizzatore per l`integrazione sociale. Lo sport può suscitare il meglio e il peggio nelle persone. Dobbiamo contribuire affinché sviluppi pienamente il suo potenziale positivo, frenando allo stesso tempo i fenomeni negativi che vanificano il suo impatto benefico, come la violenza. Mi rallegro che, con il nostro piano d`azione e con la conferenza odierna, possiamo progredire realmente verso la prevenzione e la riduzione di ogni tipo di violenza nello sport».
Il presidente della UEFA, Michel Platini, ha ricordato: «All'inizio dell'anno sono venuto a Bruxelles e, in presenza del presidente Barroso, ho denunciato i mali che stavano minacciando, e che continuano a minacciare, lo sport europeo. In febbraio, in modo un pò provocatorio, ho lanciato l'idea di una polizia europea per lo sport. Lentamente però la mia idea ha preso piede».
«La violenza è un problema di società, e dal momento che il calcio è al centro della nostra vita sociale - ha sottolineato Platini -, è purtroppo frequente che gli autori di violenze cerchino di impossessarsi di un gioco così visibile e popolare quale è il calcio. Quindi, dobbiamo agire per proteggere lo sport e per fornire ai giudici i mezzi per far rispettare la legge. L'UEFA incoraggia già la collaborazione tra associazioni nazionali, club e polizia nazionale. Adesso devono collaborare anche le organizzazioni sportive, i governi e le forze dell'ordine».
Giusto Catania, eurodeputato di Rifondazione Comunista e vice presidente della Commissione Giustizia e Affari interni ha preso la parola in uno dei discorsi introduttivi della conferenza, dicendosi contrario a leggi speciali per prevenire la violenza, «bisogna preferire l'azione preventiva - ha detto - alla repressione ed alla militarizzazione degli stadi. Le misure emergenziali non rappresentano affatto forme deterrenti alla violenza. Bisogna intervenire individuando preliminarmente i soggetti pericolosi, evitando criminalizzazioni indiscriminate che penalizzano le tifoserie organizzate piuttosto che i reali responsabili delle violenze».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione