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Calcio / Serie C1 - Il Taranto lamenta «ingiustizia»

Il presidente della Società, Luigi Blasi, critico con il giudice sportivo che ha ordinato alla squadra 4 incontri casalinghi a porte chiuse dopo gli incidenti dell'11 novembre • A Foggia in campo il fair play • I risultati e le classifiche della 15ª giornata di andata • I risultati della serie C2
TARANTO - «Ci sono tante giustizie, non esiste una sola giustizia. Ci sono due giustizie sportive - ha dichiarato oggi il presidente del Taranto, Luigi Blasi - che pensano in due modi diversi».
Il riferimento è alle due sentenze della giustizia sportiva per gli incidenti provocati da gruppi di ultras l'11 novembre scorso che determinarono la sospensione delle partite Atalanta - Milan (serie A) e Taranto - Massese (serie C1, girone B). Il giudice sportivo della Lega professionisti ha disposto la ripetizione della partita Atalanta-Milan, mentre il giudice sportivo della Lega di C ha decretato, per il Taranto, la sconfitta a tavolino (0-3) e la disputa di quattro gare casalinghe a porte chiuse, la prima delle quali si è disputata oggi in uno "Iacovone" deserto.
Per Blasi, si è tratto di «due episodi uguali, anzi è più grave quello che è accaduto durante la partita dell'Atalanta perché gli incidenti erano iniziati anche fuori dallo stadio». Calcio - Stadio Taranto partita a porte chiuse
«La giustizia della Lega di Macalli - ha continuato - ha deciso questo, ma non è giusto: qui predicano bene e razzolano male».
«Vogliono le società sane, che devono stare in regola - ha osservato ancora - ma non calcolano il danno economico e finanziario per la società e soprattutto di immagine per la nostra città. E tutto questo a causa delle intemperanze di quattro delinquenti».
Blasi ha annunciato che domani parteciperà al consiglio di Lega di serie C. «Io personalmente - ha dichiarato Blasi a un'emittente televisiva - andrò a fare un intervento duro nei confronti di questo sistema, di questa Lega e di queste regole che non funzionano. La regola della responsabilità oggettiva è inconcepibile. Non è possibile - ha concluso Blasi - gestire lo sport in questa maniera».

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