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Bari, giù la maschera destinazione serie A S'inizia contro lo Spezia

Bari, giù la maschera destinazione serie A S'inizia contro lo Spezia
di FABRIZIO NITTI

BARI - Destinazione serie A. C’è poco da fare, niente altro che conti. Mai come quest’anno i confini nei quali muoversi sono nitidamente delineati. Il Bari, questo Bari profondamente trasformato e reso più solido e forte dal mercato, ha un solo obiettivo: ritornare nel grande calcio, quello di Juve, Inter, Milan, Roma, quello che fabbrica milioni a palate. Quello dal quale manca da secoli calcistici, troppi per una città come la nostra. Playoff o meno, la meta non si discute. Il viaggio che parte oggi, contro l’ambizioso, forte Spezia ha il punto d’arrivo inequivocabilmente chiaro.Salpa, dunque, la nave biancorossa e la rotta è nota a tutti, tracciata in neretto. Ai giocatori, per i quali parlano gli almanacchi. Gente come Sansone, Rosina, Maniero, Porcari giusto per restare ai nuovi, ha un passato felice e vincente e un futuro da riprendere in mano. Al tecnico Davide Nicola, per sua ammissione accontentato in tutto e per tutto in sede di mercato: non ricordiamo ci sia stato un allenatore, negli ultimi anni, così tanto «coccolato» in fatto di acquisti e cessioni; nemmeno Conte, che spesso dovette fare i conti con le diverse vedute dell’allora direttore sportivo Giorgio Perinetti. Toccherà all’allenatore far rendere al meglio individualità di spicco, esaltarne le qualità all’interno di un progetto tattico e di gioco necessariamente migliore rispetto alla passata stagione. «A Bari non si viene per salvarsi». Le sue parole nella conferenza stampa di mercoledì scorso rappresentano una limpida dichiarazione d’intenti. E la rotta è chiara anche alla società biancorossa, che dopo «l’apprendistato» dello scorso campionato, questa volta non ha grandi margini di errore.

Rivoltato come un calzino dal duo Paparesta-Zamfir sotto la regia attenta di Davide Nicola, il Bari è squadra tanto nuova quanto ambiziosa. È stato rifinito un mercato in grande stile per confezionare una squadra come poche quest’anno in serie B. Il rischio, quando si azzera praticamente tutto, è quello di dover fare i conti con un certo periodo di assemblaggio. Ma in questo caso, oggettivamente, considerando i giocatori atterrati in Puglia, tutta gente scafata e con alle spalle anni di calcio, è lecito aspettarsi un rodaggio rapidissimo. Non tutto e subito, ci mancherebbe. Ma competitività immediata assolutamente sì.

Si gioca molto, ovviamente, anche Davide Nicola, una promozione con il Livorno, un cammino discreto nello scorso campionato in biancorosso e un feeling non ancora del tutto esploso con la tifoseria biancorossa. Diciamo che pure per il tecnico piemontese è la stagione della svolta. Dovrà dimostrare, come magari fece a Livorno, di essere in grado di pilotare la vettura da Formula 1 che Paparesta gli ha messo a disposizione. Si prepari, il bravo e preparato allenatore piemontese, a un’annata da vivere in trincea, con queste premesse di serie A e in questa piazza. Pronta a seguirlo e desiderosa di risultati. La foga, la voracità con la quale i baresi si sono riversati a sottoscrivere abbonamenti negli ultimi giorni, la dicono lunga sull’attesa che si vive da queste parti.

Palla al centro e c’è dunque lo Spezia, subito un faccia a faccia di alto profilo. Quella ligure è sulla carta un’altra delle formazioni che punta in alto. Eliminata dall’Avellino nei quarti dei playoff, la formazione allenata da Bjelica si è rinforzata ulteriormente in sede di mercato. Calaiò, ad esempio, è uno dei pezzi pregiati di questo torneo. Un avvio di campionato «tosto» per il Bari, considerando anche le prossime tre partite, tutte ad alto tasso di difficoltà. Tutto sommato meglio così, capiremo subito di che pasta è fatto questo nuovo Bari.

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