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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 17:13

Donadoni: «Una vittoria non deve far dimenticare le tragedie»

Il ct dell'Italia: «Se si userà ancora il veicolo calcio per far scivolare via tutto saremo i soliti italiani. Le partite della Nazionale sono solo lo spunto per un esempio di sportività. Mi dà molto fastidio quando sento che diamo il meglio nelle emergenze». Per il futuro porte aperte a Cassano
MILANO - «Se si userà ancora una volta il veicolo calcio per far scivolare via tutto saremo i soliti italiani». Roberto Donadoni è pienamente d'accordo con Rino Gattuso, che ieri dopo il successo con la Scozia aveva detto: le vittorie nascondono i problemi e invece bisogna risolvere quello della violenza. «La Nazionale ieri ha dato il buon esempio, può fare da traino a un calcio che vuol cambiare, però c'è da imparare molto da quel che è successo ieri allo stadio, dalla gioia e dalla compostezza dei 50 mila tifosi scozzesi che sono stati eliminati, ma alla fine festeggiavano nelle piazze, magari ubriachi. Ma senza sfasciar vetrine. Se noi invece con questa vittoria facciamo scivolar via tutto, faremo ancora una volta i soliti italiani. E invece credo che è ora che noi italiani cambiamo: non a parole, ma nei fatti».
«Mi dà molto fastidio quando sento dire che l'Italia da il meglio di sè nelle situazioni di emergenza», ha anche detto Donadoni, lamentando il rischio che le vittorie azzurre possano coprire i problemi della violenza o del calcio in genere. «Onestamente mi infastidisce - ha spiegato Donadoni - invece di fare questi discorsi, dobbiamo pensare a migliorare tutti, non si deve aspettare che ci scappi il morto o che venga fuori un'inchiesta megagalattica, non è giusto essere italiani così».
Donadoni è rimasto impressionato dallo spettacolo di civiltà sportiva offerta ieri dai tifosi all'Hampden Park: «Ho visto 50mila persone che festeggiavano e cantavano, e anche dopo l'eliminazione, quando siamo usciti dallo stadio, li ho visti nelle piazze. Magari erano ubriachi, però non sfasciavano vetrine nè davano fuoco alle macchine. Anche i 2000 tifosi italiani che erano lì a Glasgow hanno preso esempio, e sono stati correttissimi. Ecco, dovremmo farlo tutti, sempre. Invece quando poi si torna in Italia, ricadiamo nella solita zuppa e ci adattiamo. Insomma, le partite della nazionale offrono lo spunto per l'esempio di sportività, ma attenti, come ha detto Gattuso, a non dimenticare le tragedie della domenica per una vittoria azzurra».

In prospettiva, sogna di creare un'Italia che abbia la mentalità vincente del suo Milan degli anni di Sacchi e degli Olandesi, e poi di Capello. Intanto pensa all'Europeo, appena raggiunto. Roberto Donadoni, all'indomani della qualificazione alla fase finale del torneo continentale ottenuta grazie alla vittoria in Scozia, non nasconde il suo orgoglio per aver creato una nazionale tutta sua, ma guarda avanti.
«Immagino un Europeo che non sarà meno difficile del mondiale - ha detto il ct azzurro, in una conferenza allo stadio Meazza - andremo lì con le solite ambizioni, giocando per vincere. Questa è la mia mentalità, scendere in campo tutte le volte per il risultato migliore».
Poi Donadoni ha confessato qual è il suo traguardo: «Il mio sogno è creare una squadra che abbia mentalità vincente, capace di pensare in grande. Come il mio Milan».

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