Cerca

Calcio - Pausa di riflessione. L'esempio degli azzurri

È vero che la tivù domenicale «tipo famiglia» ci ha messo del suo per resuscitare il becerume pallonaro, ma in fondo abbiamo potuto non solo riposare sugli allori di Glasgow ma anche renderci conto di quale sia il calcio di cui abbiamo bisogno, rivedendo le immagini della festa dell'Hampden Park
Una pausa di riflessione obbligata da una tragedia non è finita, come d'abitudine, fra lazzi e sberleffi. È vero che la tivù domenicale «tipo famiglia» ci ha messo del suo per resuscitare il becerume pallonaro, ma in fondo abbiamo potuto non solo riposare sugli allori di Glasgow ma anche renderci conto di quale sia il calcio di cui abbiamo bisogno. O semplicemente desiderio. Nel silenzio, solo rivedendo le immagini della festa dell'Hampden Park, è apparsa in tutta la sua grandezza la prova degli Azzurri. La Nazionale non ha tradito le attese, si è rivelata una volta di più la pietra di paragone per valutare il calcio che viviamo settimana per settimana, il traguardo da raggiungere non correndo avanti, alla disperata ricerca di fenomenologie artificiose, ma andando a ritroso verso imprese lontane: le vittorie del Trentaquattro e del Trentotto, Italia-Germania quattroattrè del Settanta, l'epopea bearzottiana dell'Ottantadue, l'impresa di Berlino Duemilasei.
Ai Padroni del Vapore che s'impegnano da un ventennio a ridurre la Nazionale a un banale simulacro perchè non fa soldi, «distrae» i professionisti della pedata o gli procura disagi fisici; a questi signori che inducono, alla fine, campioni come Totti e Nesta a rinunciare all'azzurro per dedicarsi alla parrocchietta loro, bisogna chiedere di ammirare certe performances salvifiche e di restituire alla squadra d'Italia tutta d'italiani e per gli italiani almeno una parte degli ideali perduti. Non sanno, gli sciocchi, quanto hanno gettato via, di valori sportivi, nel tempo, e quanto l'altra sera gli hanno restituito Donadoni e i suoi ragazzi impegnandosi strenuamente per battere l'incubo-Scozia e conquistare il diritto a stare in Europa fra le grandi.
Qualcuno, sabato, già diceva che non sarebbe stato un dramma (calcistico) restare a casa e ribadire la storica impotenza davanti agli scatenati pedatori che nel loro tempio sembrano ripetere antiche cerimonie celtiche. Qualcun altro annunciava uno strepitoso successo se ci fossimo qualunquisticamente armati di punteros per l'ultima disperata sfida, come se bastassero i piedi buoni e veloci e gli schemi aritmetici per battere avversari animati da una infantile fede che li rende spesso più forti dei mediocri mezzi tecnici che possiedono. È andata, invece, secondo regola: un'attenzione tradizionale al contropiede e un impegno umano straordinario, quello che ci ha fatto superare le prove più difficili.
Non è un caso che, alla fine, Roberto Donadoni improvvisamente sghiacciato, anche dialetticamente abbia dedicato la vittoria agli italiani che sentiva vicini, pregandoli tuttavia di non usare quei novanta minuti di stupendo agonismo sfociati in una festa per dimenticare in fretta la tragedia di pochi giorni prima. Abbiamo una Nazionale degna di tutto rispetto, un gruppo di ragazzi (lo sono anche i «vecchi» Toni e Panucci, ultratrentenni) felici di rappresentare il Paese e, quando necessario, di salvargli la faccia; abbiamo finalmente anche un Commissario Tecnico che, proprio attraverso la fedeltà dei suoi giocatori, s'è guadagnato l'Europa e la stima di tutti.
Per quanto possa valere, anche la mia, dopo i primi tormentati passi e quella malconsigliata rinuncia ad affrontare la Francia, a San Siro, con le intenzioni positive che suggeriva il gruppo. Nella crescita di Donadoni era palese non solo la buonafede ma anche l'insolita competenza. Era dai tempi di Bernardini, infatti, che la Nazionale non s'affidava a un ex giocatore dai piedi buoni, a un «poeta del gol». Oggi il CT piace a tutti. Almeno, io temo, fino alla prossima sconfitta. Meglio non fidarsi degli «ingegneri del lunedì». Per loro, il calcio è solo un Grande Barnum.
Italo Cucci

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400