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Martedì 24 Ottobre 2017 | 09:42

Calcioscommesse Brindisi fuori dalla D

di PIERLUIGI POTÌ
Calcioscommesse Brindisi fuori dalla D
di PIERLUIGI POTÌ

BRINDISI - Esclusione dal campionato, ma senza penalizzazione e ammenda (erano stati richiesti, rispettivamente, dieci punti in meno e 8mila euro di multa). E’ arrivato ieri - sebbene solo ancora in primo grado - il verdetto che tutti, ormai, si attendevano. Un verdetto che getta ulteriore fango su una città e una tifoseria che pagheranno a caro prezzo le colpe altrui.
Il Tribunale Federale, dunque, si è uniformato solo parzialmente al “conto” - salatissimo da pagare - messo sul piatto dal procuratore Palazzi. Ma ha comunque lasciata intatta la sanzione più pesante: quell’esclusione (da non confondersi, però, con la radiazione che avrebbe significato la cancellazione del titolo sportivo) dal campionato 2014-15 che ora farà sprofondare la Ssd Calcio Città di Brindisi - sempre che, nel frattempo, nasca effettivamente una società che sia tale, in grado cioè di gestire economicamente una stagione - come minimo di una categoria (Eccellenza), ma con elevate possibilità di scendere ancora più giù, verso il torneo di Promozione che si gioca sui campi di terra battuta.

Nessuno è andato peggio del Brindisi tra tutte le squadre coinvolte nel calcio-scommesse e, nella sentenza, il Tribunale si sofferma sulla chiara responsabilità oggettiva della società nell’aver “combinato” le due gare Brindisi-San Severo e Pomigliano-Brindisi, suffragata peraltro dalla piena confessione resa dall’ex patron Antonio Flora davanti ai giudici del processo penale.
Tra gli ex dirigenti del sodalizio biancazzurro, la pena più pesante è stata riservata a Savino Daleno, colpito da 5 anni di inibizione, con preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della Figc, e da 50mila euro di ammenda. Un po’ meglio è andata a Giorgio Flor a (all’epoca vice-presidente) con 4 anni e mezzo di inibizione e 70mila euro di multa, e a Vito Morisco (3 anni e 9 mesi e 50mila euro di ammenda). Stralciata, invece, la posizione di Flora senior (separata da quella degli altri deferiti in ragione della omessa comunicazione della fissazione del dibattimento).

La sentenza, pur ampiamente prevedibile, ha suscitato grande tristezza nell’ambiente calcistico cittadino ma, come detto, è solo il primo “step” del processo sportivo, anche perchè il ricorso avverso tale verdetto sarà fatto sicuramente, con discussione prevista per giovedì 27 agosto. In quella sede, però, se davvero si vorrà puntare ad una riduzione della pena (la qual cosa appare già di per sè difficile) non ci si potrà esimere dal farlo con l’apporto e la presenza di un legale, clamorosamente mancato alla prima udienza. E si dovrà trattare di un esperto in materia.

Se l’esclusione dal campionato dovesse essere poi confermata in tutti i gradi del giudizio sportivo, sarà poi il Consiglio Federale a decidere a quale campionato si potrà iscrivere il Brindisi. Ma, logica vuole che se una squadra (ad esempio il Catania) è stata retrocessa d’ufficio all’ultimo posto e, quindi retrocessa di una categoria, quella che è stata esclusa del tutto dall’ultimo campionato disputato, in teoria, dovrebbe andare incontro ad una “punizione” più severa. Da qui, l’ipotesi - più probabile - di un salto indietro di due categorie: dalla serie D alla Promozione. Ovvero - come prima accennato - sui... campi in terra battuta.

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