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Bari, niente processi ma così non può andare E Foggia è pazza di gioia Lecce, Asta striglia la squadra

Bari, niente processi ma così non può andare E Foggia è pazza di gioia Lecce, Asta striglia la squadra
di Fabrizio Nitti

BARI - Calcio d’agosto, ma qualche segnale, sinistro, c’è già. Certo, non solo per il Bari, visto il nutrito numero di squadre di serie B eliminate. Ma a noi interessa il bianco e il rosso e su questo dobbiamo soffermarci. Una bocciatura resa ancora più rumorosa dal fatto di aver perso un derby: contro il Foggia e per giunta in casa. Ad aggravare la situazione, la sensazione di non aver affatto staccato con la mediocrità della passata stagione.Non è tempo di processi, ma gli indizi vanno colti subito, i problemi affrontati di petto e risolti. Bisogna, insomma, evitare di commettere l’errore dell’anno scorso di questi tempi, quando l’entusiasmo per la ripartenza dopo il fallimento impedì di capire le reali potenzialità di quel Bari.

Se a Foggia lo «Zaccheria» si illuminava a festa nella notte fra domenica e lunedì accogliendo i rossoneri, giustamente, quasi da eroi, qui a Bari la tifoseria ingoiava amaramente una eliminazione precoce dalla Coppa, una prestazione insufficiente e lo schiaffo in faccia ricevuto dai dauni, con i quali non ci si incrociava da diciotto anni.

Il derby, che avrebbe meritato anche la partecipazione del tifo rossonero, ha detto chiaro e tondo che il Bari così come è non basta e questo al netto delle assenze con le quali ha dovuto fare i conti Nicola. Su Caputo e Galano mettiamoci una pietra sopra, ma l’assenza di un presunto titolare quale De Luca e quella di un presunto rincalzo come Caturano, non rappresentano alibi. Tecnicamente è un Bari che va rinforzato, ritoccato in tutti i reparti, pure con una certa urgenza. Perché oggi come oggi sembra più debole di quello dello scorso campionato. Serve qualità. Nell’avvio del gioco, nella rifinitura, nella conclusione, nelle idee. Tatticamente è stato un Bari imperfetto, incapace di disinnescare il palleggio continuo del Foggia anche per una questione di movimenti mal sincronizzati. Un Bari che, anche, è durato poco non avendo nelle gambe molta benzina. Vero è che se Sansone non avesse fallito clamorosamente il gol del vantaggio dopo pochissimi minuti, la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa, ma la scelta di aggredire «alto» i foggiani nel corso del primo tempo, non si è rivelata felice davanti a un «serbatoio» mezzo vuoto.

Davide Nicola nel dopo partita ha detto chiaro e tondo che a questa squadra necessitano quattro-cinque giocatori per poter alzare lo sguardo. Diremmo cinque, visto che Schiattarella è tornato a La Spezia quando sembrava ormai un giocatore del Bari. Un difensore, due centrocampisti, una punta e un calciatore che possa surrogare le qualità di jolly di Schiattarella. Mezza squadra, praticamente. Perché i 4-5 calciatori richiesti, non possono non considerarsi titolari, altrimenti di che parleremmo? Mosaico, dunque, più che incompleto, la sensazione che bisognerà quasi ricominciare da zero dopo più o meno un mese di preparazione. Una volta ricomposto il quadro, Nicola non avrà più alibi: dovrà far rendere di più e meglio la squadra, regalare quel «qualcosa» in più per far la differenza.

E se non arrivassero numericamente i tasselli invocati da Nicola? O se i tasselli arrivassero e non fossero quelli scelti dal tecnico? Che Bari sarebbe? Siamo a un punto cruciale. Il mercato chiuderà a fine mese, di tempo ne resta ancora un po’, ma bisognerà affrettarsi. È sempre calcio d’agosto, ma le «altre» (Cagliari, Pescara, Perugia, Cesena, Avellino e pure Modena) qualche segnale lo hanno già lanciato. Tutt’altro che sinistro.

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