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Martedì 24 Ottobre 2017 | 00:42

Violenza nel calcio: altra domenica disgraziata

Quanto successo induce a qualche riflessione: nel calcio e dintorni si può morire non solo per fatti del Cibali (febbraio scorso, derby Catania-Palermo), ma anche per una rissa in una area di sosta dell'autostrada. Grave episodio Bergamo, dove la curva atalantina ha «imposto» la sospensione col Milan
MILANO - Quanto successo in questa disgraziata domenica di novembre, induce a qualche riflessione: a) nel calcio e dintorni si può morire non solo per fatti del Cibali (febbraio scorso, derby Catania-Palermo), ma anche per una rissa in una area di sosta dell'autostrada dove parte un colpo di pistola di un poliziotto, letale per un tifoso della Lazio; b) nel calcio e dintorni può succedere anche che Inter-Lazio venga rinviata in segno di lutto per il tifoso della Lazio e le altre partite comincino dieci minuti dopo; giusto; c) qualcosa di più grave -sul piano sportivo, intendiamoci- invece è successo a Bergamo dove il pubblico (la curva atalantina) ha «imposto» la sospensione della partita Atalanta-Milan. Già c'era stato un precedente (diverso nelle forme, ma uguale nella sostanza) nel derby romano qualche anno fa. Grave perché dimostra ormai che la piazza ha preso il sopravvento. Noi siamo convinti che forse, come era successo per Inter-Lazio, tutte le partite dovevano essere rinviate: era successo dopo il tragico derby siciliano che si erano giocato in anticipo. Ci ha colpito uno striscione che è apparso fuori dallo stadio di San Siro che suonava più o meno così: quando è morto Raciti, ci si è fermati, ora che è morto un tifoso si va avanti lo stesso.
Fatti i dovuti distinguo fra quanto è successo al Cibali e quanto è capitato nell'area di servizio di Badia al Pino, occorre dire che qui è il caso di un esame di coscienza da parte di tutte le componenti del calcio. A Bergamo i tifosi hanno accolto l'annuncio della definitiva sospensione con fischi e applausi. Quelli che hanno applaudito erano i «vincitori» della tenzone. Quelli che hanno fischiato, i perdenti cioè, erano coloro i quali si sono chiesti perchè sia stata sospesa solo la partita di Bergamo e non quelle degli altri campi di serie A. Ora ovviamente ci saranno tante polemiche perchè la partita, essendo stata fermata per colpa dei tifosi che hanno sfondato le vetrate dello stadio di Bergamo, dovrebbe essere data persa all'Atalanta, responsabile oggettivamente di quanto è successo.
Sarà così o la partita si ripeterà come il derby romano ? Nell'anno del centenario il club bergamasco potrebbe subire un danno morale e sportivo (partita persa e campo squalificato ?), da attribuire solo ai tifosi che hanno «voluto» la sospensione della gara. Ma dobbiamo dire che anche alcuni dei tifosi del Milan hanno contribuito alla situazione, insultando le forze dell'ordine. Ma il significato di quanto successo a Bergamo è questo: i tifosi sono diventati «padroni» degli stadi, la forza pubblica non è in grado molto spesso di padroneggiare la situazione e il calcio sta andando alla deriva come le istituzioni pallonare e non. Insomma, una giornata di lutto per il ragazzo morto a Badia al Pino e per il mondo del calcio che ha subito un'altra picconata grave, forse letale.

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