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Bari beffato dal Bastia al 92' L'amichevole finisce 1-1 Paparesta: lavoriamo a progetto competitivo

Bari beffato dal Bastia al 92' L'amichevole finisce 1-1 Paparesta: lavoriamo a progetto competitivo
ANTONELLO RAIMONDO
BARI - È passato un anno dalla festosa atmosfera che accompagnò l’amichevole contro l’Olimpique Marsiglia. A poco più di un mese dalla fine del sogno al culmine della fantastica cavalcata firmata Alberti-Zavettieri. Dai ventottomila di quella notte ai settemila di ieri sera. Poco male, però. Quell’entusiasmo debordante fu il preludio a una stagione deludente e contraddittoria. E allora fa bene Paparesta a spiegare come, forse, partire in sordina è ciò di cui ha bisogno una squadra che va avanti con il cartello «lavori in corso» ancora perfettamente in vista. Il Bari di Nicola non dovrà essere «borghese» ma operaio. Sangue e sudore. Parlando un solo linguaggio: quello del campo.Settemila sì, ma belli caldi. Prima la sfilata della rosa, poi la partita con i suoi momenti di slanci e imbarazzi. Stava per scapparci la vittoria ma quel gol a tempo scaduto certo non toglierà il sonno a Davide Nicola. Lui, statene certi, aspettava un certo tipo di risposte. Mentalità e attegiamento, prima di tutto. In fondo, sbagliare come ha fatto Sabelli non può essere un dramma. Specie a luglio.

Nicola sceglie il 4-3-3 e non regala sorprese nella scelta dell’undici titolare. Davanti a Guarna ci sono Contini (capitano a sorpresa) e Tonucci con Sabelli e Gemiti a presidiare le corsie esterne. Donati è l’organizzatore di gioco, il classico metodista. Sulla sinistra non c’è Defendi, ma Gomelt. E sul versante opposto il duttile Romizi, che continua a «studiare» da mezz’ala, per giunta con risultati confortanti. Il tridente è quello annunciato: Caputo punta centrale, Sansone e De Luca a vestire i panni degli incursori esterni. Solo panchina per Galano che, nonostante il riavvicinamento con la società sul nodo rinnovo del contratto (ci potrebbe essere a breve un prolungamento con relativo adeguamento dello stipendio), resta sulla lista dei partenti.

Il Bari si è messo pa pochissimo alle spalle un ritiro molto faticoso dov la parola d’ordine, fin dal primo giorno, è stata intensità. Nicola chiede un calcio veloce in cui il pallone resti il meno possibile tra i piedi dei calciatori. Due tocchi e subito la ricerca della verticalizzazione. Il Bastia è un avversario vero che l’anno scorso ha chiuso a mezza classifica il massimo campionato francese. Eppure non è difficile intuire l’«idea» di gioco. C’è grande attenzione, anche applicazione. Pur con i ritmi che, in una torrida serata di luglio, non posso certo essere altissimi come vorrebbe l’allenatore, indemoniato davanti alla panchina e fedele al suo modo di vivere la partita. Ma buoni sì, come l’aggressività e l’ordine tattico.

Poche emozioni, pochissime occasioni da gol. Si gioca soprattutto a centrocampo con Bari e Bastia che cercano soprattutto i sincronismi attraverso un’oculata gestione del pallone. È biancorossa, però, l’occasione da gol più nitida. Tutto nasce da un calcio d’an golo calciato da Sansone (7’) e da un perfetto gioco aereo di Donati che costringe l’estremo difensore francese a una complicata opposizione d’istinto. Pochi brividi, invece, per Guarna chiamato a gestire solo un paio di palloni di ordinaria amministrazione. La fase difensiva è abbastanza efficace e pone in luce un Tonucci capace di chiusure puntuali e in grado di mettere sul piatto della bilancia una fisicità niente male.

Subito tre campi dopo l’intervallo. Nicola lascia negli spogliatoi Caputo, Gomelt e Donati. Il regista, ora, è Gentsoglou con Defendi mezz’ala. In attaco, ora c’è De Luca in posizione centrale e Boateng sulla sinistra. Stavolta il primo brivido è francese. Tutto nasce da uno svarione di Contini, che sbaglia i tempi in fase di anticipo. Poi è bravo Ayitè a costruirsi un’occasione importante dopo un dribbling secco. Ci mette una pezza Guarna, che conferma la sua completa affidabilità.

Nicola stravolge il Bari con il passare dei minuti. Dentro anche Galano, Partipilo, Di Noia, Rada, Salviato. Alcune buone combinazioni in velocità, un discreto sfruttamento degli spazi. Anche se, poi, il gol del vantaggio arriva in modo del tutto fortuito, con buona dose di fortuna. Galano, attivissimo, crossa dalla destra provocando a goffa deviazione a centro area di Jebbour (36’).

Non basta, però, per salutare la prima vittoria stagionale al «San Nicola». Prima un’occasione sprecata da Konè, poi a tempo scaduto il destro di Maboulou che sfrutta un’incertezza di Sabelli, poco reattivo nel liberare l’area di rigore dopo un primo tentativo di Ayitè. Finisce in pareggio. Ma a luglio il risultato è solo un dettaglio. Aspettando il calcio vero, quello con i punti in palio.

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