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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 16:58

Il Bari piomba su Maniero e «sogna» anche Cacia

di ANTONELLO RAIMONDO
Il Bari piomba su Maniero e «sogna» anche Cacia


BARI - L’impressione è che in casa Bari ci sia ancora molto da fare. La costruzione della rosa che dovrà cercare di alzare il livello di competitività del club è ancora in fase embrionale. Per mille e un motivo. Mercato complesso, fondamentalmente bloccato. Pochissima la circolazione di denaro. Finora c’è un solo club che sta facendo le cose in grande, senza dover giocare a carte scoperte in sede di trattativa: il Cagliari. Un esempio? Voleva Melchiorri, si è presentato dal Pescara, ha staccato un assegno da 2,5 milioni di euro e se l’è portato a casa.Per le altre le cose vanno diversamente e il Bari non può fare eccezione. Ma non per questo non si può dire che Paparesta, Antonelli e Zamfir stiano a guardare. Anzi, chi non ha il portafogli pieno deve aguzzare l’ingegno, aggrapparsi alle idee e a quel pizzico di fortuna che serve sempre. Nella vita e, quindi, anche nello sport.

Vediamo, ora, reparto per reparto a che punto siamo. Capitolo portiere: con Guarna e Micai la qualità è garantita. Giochi apertissimi, invece, in difesa: Ligi è in uscita (c’è una trattativa in piedi con l’Avellino), Calderoni è stato riscatatto dal Chievo e anche Sabelli ha sostanzialmente chiuso la sua parentesi in maglia biancorossa. Servono due centrali titolari e Nicola ha chiesto le conferme di Rinaudo e Contini. Operazioni non facili ma possibili. C’è il nodo di ingaggi abbastanza corposi ma sembra esserci il modo per arrivare a un accordo. Va ancora di moda l’opzione Di Cesare, il difensore del Brescia che sembrava aver detto sì al Bari già nel mercato di gennaio. Una squadra ambiziosa, d’altronde, deve avere almeno tre potenziali titolari per due maglie. I terzini? Serve un’alternativa a Gemiti sulla sinistra. Come erede di Sabelli piace Almici (Avellino). Salviato sarebbe l’ideale alle sue spalle.

C’è ancora molto da definire anche a centrocampo dove Donati e Defendi rappresentano l’usato sicuro. Antonelli ha regalato a Nicola il regista ex Livorno, Gentsoglou, una vecchia conoscenza dell’allenatore che proprio in Toscana ha conosciuto il greco classe 1990. Resta in piedi l’operazione Schiattarella. Con lo Spezia è una partita a scacchi. Antonelli ha fatto scadere il termine per l’opzione che consentiva al Bari di riscattare il jolly campano per una cifra vicina ai 150 mila euro. Ma Schiattarella era e resta un obiettivo. Nicola non ci pensa nemmeno a fare a meno di lui. Parliamo, d’altronde, di un calciatore duttile, affidabile, motivatissimo. Ovvio che il diesse punti sulla volontà del giocatore di venire a Bari e speri di risparmiare qualche decina di migliaia di euro. Schiattarella, sì. Ma al Bari serve anche altro. Possibilmente una mezz’ala dotata dal punto di vista tecnico, qualcuno bravo negli inserimenti in zona-gol. Si è parlato di Bellomo, si è detto che Laribi sarebbe un profilo perfetto per i gusti di Nicola. Insomma, dovrà arrivare qualcuno con certe caratteristiche.

E veniamo all’attacco. Sono state buttate giù le linee guida. E si è entrati nell’ottica di rinunciare a Galano e Caputo. Allora va detto che al momento in rosa ci sono solo due attaccanti a disposizione di Nicola, l’ex bomber del Melfi Caturano, e l’esterno Boateng, atteso dalla stagione della consacrazione dopo gli alti e bassi mostrati nel suo primo campionato di B. Entrambi dovrebbero rappresentare alternative. Servono, insomma, certezze. Gente che porti in dote gol. Gente a cui l’almanacco sorride. Vincono quasi sempre le squadre più equilibrate sul piano tattico, quelle che subiscono pochi gol e fanno giocare male glio avversari. Ma quasi sempre vincono anche le squadre che davanti hanno gente in grado di spaccare in due le partite. Il bomber dal gol facile e la seconda punta di qualità.

L’elenco è sterminato. Tra nomi di fantasia e obiettivi concreti c’è di che sbizzarrirsi. Cacia, al momento, sembra più un sogno che un obiettivo concreto. Potrebbe essere Maniero l’uomo su cui il Bari sta puntando con decisione. Ha già giocato in maglia biancorossa, con Conte in panchina. Ma allora era poco più che un «bambino». Maniero è del Catania e si sa come il club etneo viva un momento drammatico. A Nicola non dispiacerebbe averlo al centro dell’attacco, magari con Rosina alle spalle. Anche il mancino ex Toro è tesserato con Catania. Antonelli è vigile, si tratta di cogliere l’attimo giusto. Esattamente come nella corsa a Ciano, la punta che così bene ha fatto a Crotone e che da poco si è liberato dopo il fallimento del Parma. Nella lista di Nicola c’è anche Peppe De Luca, che in Puglia tornerebbe volentieri. Ma sulla «zanzara» c’è una robusta concorrenza.

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