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Motomondiale 2007 - In Malesia "pole" di Pedrosa

Il centauro spagnolo della Honda è riuscito a strappare per 41 millesimi di secondo il 1° posto a Stoner, l'australiano della Ducati già campione del mondo dell'anno • Le gare in tv su Italia 1 domenica 21 ottobre con la trasmissione Grand Prix: dalle ore 6,53 del mattino le 125; dalle 7,15 le 250; dalle 9 le Gp; dalle 14 replica della corsa Gp
Motomondiale - Pedrosa (Honda) SEPANG (Malesia) - C'è chi vola in pole-position, chi sulla bocca di tutti. In pista, dopo una mattinata all'insegna di Casey Stoner, ha centrato il giro buono nell'ora di qualifica Daniel Pedrosa. Lo spagnolo della Honda è riuscito a beffare per soli quarantun millesimi di secondo l'australiano della Ducati.
Una pole che lancia, col mondiale della MotoGp ormai assegnato da due giornate a Stoner, il piccolo iberico della Hrc verso il traguardo del titolo molto più simbolico di vicecampione del mondo della classe regina. Anche perché l'unico che potrebbe contenderglielo, e questo è il suo traguardo giurato e spergiurato, è un Valentino Rossi che ama particolarmente il tracciato di Sepang ma che si ritrova in sella a una Yamaha che non digerisce il nuovo manto d'asfalto del circuito malese. E non certo per una questione legata agli pneumatici. Pedrosa, infatti, pur su una pista sulla carta favorevole alla diretta concorrenza, è stato capace di battere tutti con la sua Honda ufficiale gommata Michelin.
Alle sue spalle, oltre a Stoner, si sono piazzati altri tre piloti Bridgestone. Splendido terzo il ravennate Marco Melandri, con la Honda del Team Gresini, e l'accoppiata della Kawasaki formata dal francese Randy De Puniet e dall'australiano Anthony West. Valentino, invece, non è riuscito ad andar oltre la terza fila, dalla quale scatterà col nono miglior tempo. Un risultato che ha deluso le aspettative dell'ormai ex re folletto. Solo Loris Capirossi è riuscito a far peggio tra gli italiani, concludendo undicesimo dopo la vittoria di Motegi e il secondo posto spuntato con grinta in quel di Phillip Island.
Ma se Rossi ha deluso in pista, complice una Yamaha che soffre il caldo - e la decisiva giornata di prove, non flagellata dal solito rovescio pomeridiano, è stata decisamente più rovente - e non riesce, nonostante mille e una regolazione tentata, a trovare aderenza e trazione, ha fatto egualmente discutere in serata. perché, fulmine a ciel sereno, o quasi, trattandosi di un argomento ormai trito e ritrito, è arrivata una dichiarazione di Hiroshi Yamada. Il responsabile dell'attività sportiva della Bridgestone ha ammesso di aver ricevuto pressioni da parte della Dorna per la fornitura delle proprie coperture a Valentino la prossima stagione. Questa, secondo quanto riferito dal manager giapponese, sarebbe l'unica soluzione proposta da Carmelo Ezpeleta, l'Ecclestone del Motomondo, per scongiurare l'introduzione di un campionato "monogomma". E la minaccia rivolta al costruttore giapponese di pneumatici sarebbe proprio quella della possibile assegnazione della fornitura alla concorrente Michelin.
Dal canto suo, Rossi ha ammesso la richiesta della fornitura, fatta alla Bridgestone tramite la Yamaha e con l'accordo della casa di Iwata. Magari non dicendo quanto, e deve averlo fatto in modo molto incisivo, ha insistito. La querelle, dopo l'ammissione da parte della Bridgestone, potrebbe ora assumere toni diversi. Sia Bridgestone, sia Michelin attendono di prendere decisioni per il futuro entro il prossimo Gp di Valencia, salvo sorprese e colpi di scena.

Dopo Stoner, intanto, altri due piloti potrebbero tornare a casa da Sepang con un titolo in tasca. A Jorge Lorenzo, terzo nelle prove della classe 250 alle spalle del giapponese Hiroshi Aoyama e del finlandese Mika Kallio, entrambi su Ktm, sarà infatti sufficiente piazzarsi undicesimo per chiudere la partita in suo favore.

Nella classe 125, invece, il titolo è ormai virtualmente assegnato a uno dei due piloti del Team Aspar. Resta da decidere se l'alloro finirà nelle mani dell'ungherese Gabor Talmacsi, che guida la classifica iridata provvisoria per un solo punto, o al suo compagno di squadra dell'Aprilia Hector Faubel. I due scatteranno in ordine invertito dalla prima fila della griglia di partenza, grazie alla pole firmata da Faubel ai danni di Talmacsi. In ogni caso, con ancora cinquanta punti in gioco, la corsa al titolo della minima cilindrata potrebbe protrarsi fino all'ultima bandiera a scacchi di Valencia. Quinto s'è piazzato il romano Simone Corsi con la Gilera, solamente decimo il romagnolo Mattia Pasini, che, come Rossi, non è riuscito a far digerire alla sua Aprilia Rsa l'asfalto malese.

La classifica piloti dopo il Gp d'Australia

1) Casey Stoner (Australia) Ducati 322 punti - campione del mondo 2007
2) Valentino Rossi (Italia) Yamaha 230 punti
3) Dani Pedrosa (Spagna) Honda 201 punti
4) John Hopkins (Usa) Suzuki 165 punti
5) Chris Vermeulen (Austria) Suzuki, 160 punti
6) Marco Melandri (Italia) Honda 154 punti
7) Loris Capirossi (Italia) Ducati 150 punti
8) Colin Edwards (Usa) Yamaha 115 punti
9) Nicky Hayden (Usa) Honda 112 punti
10) Alex Barros (Brasile) Ducati 102 punti

La classifica costruttori dopo il Gp d'Australia
1) Ducati 349 punti
2) Honda 268 punti
3) Yamaha 267 punti
4) Suzuki 216 punti
5) Kawasaki 124 punti
6) KR212V 14 punti

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